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Partito della Rifondazione Comunista

Circolo "Ernesto Che Guevara"

Piazza Scanderbek, 87069 San Demetrio Corone (CS)

 

San Demetrio Corone, li 08.12.2003
 
Al Senatore Cesare Marini
Sindaco di San Demetrio Corone
 
Agli Organi della Stampa
Loro sedi

Oggetto:

Lavori di ulteriore sistemazione del piazzale soprastante il Collegio di Sant'Adriano.

(ex Palestra del Liceo Ginnasio)

 

Egregio Sig. Sindaco,

Il nostro Partito, come è noto, non ha esponenti in Consiglio Comunale, ciò non significa che Rifondazione Comunista non si occupa e preoccupa dei problemi della nostra Comunità.

In questi giorni molti concittadini, tra questi lo scrivente, si sono chiesti il motivo per cui l'Impresa Vicchio, che sta eseguendo i lavori di sistemazione dell'area antistante il Collegio di Sant'Adriano ed il recupero del tracciato che conduce all'eremo di San Nilo, abbia demolito la struttura in cemento che esisteva nel sito ove tempo fa era alloggiata la vecchia palestra comunale.

E lo hanno fatto a ragion veduta, atteso che, circa due anni fa, a seguito di regolare gara d'appalto, l'impresa Sposato Geometra Ernesto si era aggiudicata i lavori di sistemazione di quell'area, quella ove esisteva la palestra, per intenderci, e dalle casse comunali erano state devolute, all'impresa aggiudicataria della gara, circa 45 milioni delle vecchie lire. Nella delibera si parlava di sistemazione di area verde, il costo quello menzionato.

Ora, già dalla consegna dei lavori, avvenuta, se non erro, quasi un anno fa, avevamo espresso dei dubbi sul risultato raggiunto, molti, come lo scrivente, più che ad un area verde, avevano paragonato lo spazio ad una pista di atterraggio per velivoli a motore.

Ciò non significa che la nostra Amministrazione Comunale debba costruire e demolire un'opera pubblica senza che a nessuno venga il dubbio che forse si è fatto un errore di calcolo, vi è stato un guasto nella progettazione complessiva, e non mi riferisco all'impresa esecutrice, che ha solo eseguito degli ordini, ma intendo un guasto progettuale complessivo, sulla funzionalità di quell'area, sull'obiettivo da raggiungere con la consegna dei lavori.

Oggi, l'unica cosa chiara, sono i calcestruzzi che l'escavatore preleva dal sito ed adagia su di un camion che poi provvederà a smaltirli. Quei calcestruzzi, come l'intera opera, hanno avuto un costo, pagato dall'amministrazione Comunale ed oggi svanito tra i rifiuti.

Perché tutto questo. Me lo chiedo come cittadino e lo chiedo, da cittadino e da esponente di una forza politica, al Sindaco che ho votato nelle ultime elezioni amministrative.

Ma questo, ahimè, non è il primo caso di opera pubblica edificata e distrutta nell'arco di pochi anni. Mi ricordo, nonostante la giovane età, dell'anfiteatro comunale: subì lo stesso destino. Ma è più chiaro nella mia mente, essendo successo da qualche mese, quanto avvenuto nella costruenda piazza in adiacenza alla Chiesa di San Demetrio Megalomartire : le due "gibbie", come simpaticamente le definisce il mio amico Nicola, sono state erette e poi corrette, nel giro di qualche giorno. Ciò non è tanto grave; è più grave se si pensa a cosa c'era prima delle "gibbie" in quel sito: una scalinata in granito che portava al palazzo Lopez; volutamente scoperto, con quell'intervento, da vecchi fabbricati che lo circondavano ed oggi, demolita la scalinata in granito, nuovamente coperto.

 

Allora, Sindaco, senza polemica, dovremmo metterci d'accordo sul da farsi, lo dico in generale, ed elaborare un piano complessivo di intervento nel territorio, utilizzando le necessarie competenze e senza fidarci di quanti confondono il verde pubblico con la foresta amazzonica (piazzale antistante la ex Pretura ndr).

In questo modo, potremmo evitare di sperperare il denaro pubblico, poiché, anche se si trattasse di contributi regionali, nazionali o europei e non, invece, di fondi prelevati dalle casse comunali, sempre di sperpero si tratta.

Cordialmente, con la solita stima.

Adriano D'Amico

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