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ALLE PENDICI DEL COLLEGIO DI SANT'ADRIANO.... UNA DISCARICA A CIELO APERTO

         I milioni di euro gią elargiti per la definitiva ristrutturazione del Collegio di Sant'Adriano, notizia fresca di stampa, hanno fatto storcere il naso a pił di un sindaco della nostra provincia. 

        La piccola comunitą di San Demetrio Corone, che diede i natali a Girolamo De Rada e Domenico Mauro, gongola d'orgoglio e si ricuce sul petto quel ruolo di faro tra le comunitą albanofone di Calabria, da qualche tempo un sgualcito.

        Ma il viandante che, sulle orme di Norman Douglas, volesse imbattersi tra i viottoli impervii che conducono a San Demetrio Corone, fermarsi e mirare lo splendido vallone di Sant'Elia, strategico ricovero per Nilo di Rossano nelle sue mistiche escursioni, quel Nilo fondatore del monachesimo basiliano e dell'Abbazia dedicata ai Santi Adriana e Natalia, sarebbe turbato dallo scempio colpevole che quotidianamente si perpetra nei confronti del Collegio, della sua chiesa e dell'intera area che lo circonda.

        Alle pendici del Collegio, nella zona di Civetteria, una valanga di rifiuti innonda il paesaggio: i segni della nostra modernitą sono degnamente rappresentati da vecchie carcasse di divani, frigoriferi, vecchi pneumatici, batterie, qualche vasca di eternit, normale spazzatura buttata da cittadini in transito. Uno schifo!

        Per fortuna all'occhio del forestiero che transita per la via Caminona, l'orrendo spettacolo č risparmiato: da qualche tempo, infatti, qualcuno che della lungimiranza ha fatto virtł, ha avuto la brillante idea di recintare il terreno che costeggia la citata via, evitando, cosģ, che i sandemetresi, pigri per antonomasia, vi riponessero i rifiuti, costringendo i medesimi, incuranti delle regole del buon vivere civile e non propensi all'utilizzo di quegli affari con le rotelle che dimorano ai margini della strada, dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione, a fare qualche metro in pił per scaricare sulla nuda terra i loro veleni. Cosģ quella " ... piccola isola di alta cultura ... ", come Norman Douglas definiva il Collegio, č oltragiata dai nostri rifiuti.

        A dire il vero, non pare che sia mai esistito un piano di salvaguardia per l'intera zona adiacente il Collegio: anzi, se esaminiamo a fondo la questione, ci rendiamo conto che, probabilmente, č stato proprio il contrario: discariche a parte, di cui la zona č ricca, si era pensato bene di destinare la zona adiacente il Collegio ai progetti industriali (area P.I.P.). Vi immaginate il viandante di cui si parlava prima, che, venendo da Acri si affaccia per un attimo sulle pendici del Montesanto e scorge prima l'amato Collegio, poi le discariche a cielo aperto e, qui e la, qualche scarico industriale che ci inquina l'aria e ci deturpa l'ambiente.                

 Povero Collegio, non ci riuscirono i Lopez a bruciarlo alla fine del settecento, riusciremo, oggi, a dargli un nuovo corso e a darlo a tutta l'area perimetrale, che dovrebbe essere un parco naturale ed invece č un immondezzaio intriso di schifezze varie?

Adriano D'Amico

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