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La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

RENATO GUZZARDI, UN SANDEMETRESE DOC, POLIEDRICO E FANTASIOSO

 

Renato Guzzardi è uno di quegli ultimi intellettuali sfornati dal glorioso Liceo Ginnasio di San Demetrio Corone, quella Fucina del Diavolo che oramai, ahi noi, di gloria ne ha ben poca.

Era da un po’ che non lo si vedeva in giro per il paese, impegnato come è all’Università della Calabria, ove dal 1972 insegna matematica; lo abbiamo rivisto quest’estate, e né è venuto fuori un evento del quale si parlerà per molto nel piccolo centro arbëresh: una mostra di tarocchi, classici e moderni, abbinata ad una esposizione di mail artists: ben 400 opere realizzate da 213 artisti provenienti da 21 paesi del mondo.

A San Demetrio Corone si conoscevano poco i tarocchi, non si conosceva affatto la mail art: è stato un successo di pubblico e critica del quale ha ampiamente parlato la stampa.

Ma non poteva essere altrimenti: chi lo conosce bene, sa che Renato Guzzardi ha abituato la sua comunità a queste cose; un po’ strane, se vogliamo, dove strane significa diverse dal solito; diverse dalla routine che può esserci in un paese come San Demetrio Corone, ma che inquadrano bene il personaggio, fuori dagli schemi, anarcoide all’inverosimile.

Sono innumerevoli le iniziative che lo stesso ha prodotto in passato: qualcuno ricorda con scalpore la Festa del Fallo, nel 1984: erano da poco passati gli anni 70, gli anni della contestazione postuma, della lotta armata; il buon Renato, sull’onda dell’edonismo reganiano puro, costruì un enorme fallo vicino la sua casa, preparò della buona sangria, fece suonare una rock band locale, all’epoca molto chiacchierata, i Lord Crucifire, e la gente, la tanta gente presente, fu chiamata ad adorare il fallo: quello che successe nel corso della serata è ancora avvolto dal mistero del tempo trascorso.

Tanti preferiscono ricordarne l’intellettuale che realizzò Katundi ynë, un documentario bellissimo sul suo paese:  era il 1970, Renato riprese con la sua telecamera i volti, le magie, i suoni e gli scorci di un paese che stava cambiando, che oggi non c’è più, quasi a volerlo preservare, quasi a volerlo difendere dagli attacchi di una classe dirigente scellerata che pian piano lo ha annientato.

Altri, invece, si ricordano di Barbagianni, uno strano film legato ai tarocchi, girato nel 1978 e nato da una storia vera e tragica, quella di Cosmo Panza, da cui scaturì all’epoca un discreto movimento culturale, che ancora oggi si ricorda.

Qualcuno, infine, si ricorda dello Studio S 54, sulla falsariga dello Studio 54 di New York, un luogo di ritrovo per gli alternativi ed i fricchettoni del tempo, lungo la Via Castriota, nel centro del borgo.

Tante facce della stessa medaglia: Renato Guzzardi. Ora che è tornato nel suo paese natale, tanti concittadini si attendono l’evento, il messaggio nuovo che fa cultura perché proviene da chi ci ha abituati, con il suo estro, a far parlare di se.

Adriano D'Amico

PER CONOSCERE MEGLIO IL PROF. RENATO GUZZARDI

www.guzzardi.it

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