UN MUSEO
ALL'APERTO PER IL MAESTRO HEVZI NUHIU
Hevzi
Nuhiu è uno dei più grandi scultori
contemporanei viventi: arrivato a San Demetrio Corone dal
Kossovo nel 1983, si è sposato ed ha un figlio;
San Demetrio Corone, la capitale dell’Arberia,
la patria ideale degli eredi di Scanderbeg, è
anche il luogo in cui opera il maestro.
Le
sue opere sono esposte nelle più importanti gallerie italiane e straniere;
molteplici i premi ed i riconoscimenti ricevuti; tuttavia
Hevzi è rimasto lontano dai clamori e dai cliché,
un po’ fuori dagli schemi, molto diverso dai suoi
colleghi, forse più simile all’artista del secolo scorso: trasandato,
intriso del suo mondo, nei suoi pensieri.
Da
qualche tempo sta lavorando ad un suo personalissimo ed originalissimo
progetto: un museo all’aperto del suo estro, della sua
genialità, dell’attrazione verso il legno e la pietra, elementi vitali delle
sue sculture. Non ha chiesto autorizzazioni a nessuno, in linea con il suo
essere; lavora intensamente e lo incontri dove non t’immagini, con i suoi
attrezzi, con tanta gente attorno.
All’inizio nessuno ha dato peso alla cosa (della serie nessuno è profeta in
patria); oggi, le opere di
Hevzi in giro per il
paese sono ormai otto e l’accaduto desta curiosità e stupore: la gente si
ferma ed osserva il maestro intento a scolpire il legno, ad incidere un
tronco d’albero, a dare sembianze umane ad un tronco pulsante di vita; quasi
a voler dare nuova linfa ai personaggi che raffigura; quasi a volerli
resuscitare, forti e vigorosi come nel loro tempo migliore; ed ecco allora,
il busto di Scanderbek, al Municipio; una donna
in costume tradizionale, lungo la Via Dante vicino il Collegio; Madre Teresa
di Calcutta, in un vecchio e malato castagno che traccia il confine tra Acri
e San Demetrio Corone; Girolamo De Rada, alla Contrada Gurisa; Ernesto Che
Guevara, lungo la Via
Castriota (nella foto è raffigurato il maestro
mentre incide l’effige del Che).

Se
pensiamo che Cosenza si fregia delle opere della collezione
Bilotti, disseminate lungo Corso Mazzini; che ad
Acri si inaugura il museo
Vigliaturo e ad Altomonte è aperto da un
po’ il museo del maestro Azzinnari, tutto questo
con ingente dispendio di quattrini, dovremmo ringraziare il maestro
Hevzi, che a San Demetrio Corone, dove
meriterebbe maggiore considerazione, il suo museo ha deciso di
organizzarselo in proprio, nei quartieri, tra la gente, dove dopo ogni opera
segue una inaugurazione spontanea, che fa riaccendere e risplendere del suo
antico vigore la gjitonia: canti, balli e tanta
allegria. Un idea originale, insomma, che merita
tanto rispetto.
Adriano D'Amico