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Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
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APPROVATA LA LEGGE REGIONALE DI TUTELA

DELLE MINORANZE LINGUISTICHE

Il Consiglio regionale nella seduta del 20 ottobre 2003 con deliberazione n. 235, relatore l’On. Pasquale Tripodi, ha approvato la legge per la tutela e la valorizzazione della lingua e del patrimonio culturale delle minoranze linguistiche e storiche di Calabria.

Il testo approvato fa parte di un progetto di legge unificato che trae origine dai seguenti provvedimenti:

PL, n. 30/VII, proponenti: Guagliardi / Tripodi P. – PL, n. 115/VII, proponente: Giunta Regionale – P.L., n. 322/VII, proponente: Gagliardi – P.L., n. 256/VI, proponenti: Intrieri / Mistorni / Dima / Caporale / Torchia / Gargano.

Con l’approvazione di questa legge si riconosce la protezione e si promuove la valorizzazione delle lingue e delle culture minoritarie presenti nella Regione Calabria con una normativa mirata, la cui emanazione si aspettava  dagli anni ’70.

Il provvedimento contribuisce, inoltre, alla costruzione di un’Europa fondata sui principi della democrazia e del rispetto delle diversità culturali, in attuazione dell’articolo 6 della Costituzione, dell’articolo 56 dello Statuto regionale - lettera r - e ai sensi degli articoli 2 e 3 della Legge 15 dicembre n. 482.

La proposta di legge è suddivisa in cinque titoli e 25 articoli.

Nel primo titolo sono previsti i principi generali d’ispirazione della Legge regionale, la modalità di definizione degli ambiti territoriali, il riconoscimento della presenza storica di comunità di lingua albanese, greca e occitana, e la diffusione, attraverso processi di migrazione locale, di parlanti e lingue minoritarie in tutto il territorio regionale. E’, anche, puntualizzato il concetto di bene culturale e il diritto di rappresentanza di queste comunità nelle istituzioni pubbliche, negli organi dell’amministrazione regionale di programmazione economica dei fondi comunitari.

 Il titolo secondo affronta l’alfabetizzazione, l’insegnamento bilingue, l’ordinamento scolastico e la formazione linguistica. Viene, altresì, affermata la volontà della Regione di contribuire direttamente a forme di attività didattiche complementari e di favorire, con corsi di alfabetizzazione, il superamento di quello che molti linguisti di fama internazionale hanno definito il “Bilinguismo zoppo”, ossia il possesso in queste comunità di solo due delle quattro facoltà che determinano il processo della comunicazione.

Il titolo terzo è diviso in quattro parti.  
E’ evidenziata la necessità di un organismo regionale (CO.RE.MI.LI. Calabria) quale strumento di attuazione della Legge. Si istituisce la Conferenza dei Comuni alloglotti e si propone la nascita di tre istituti regionali culturali, ciascuno per ogni minoranza. A San Demetrio Corone presso il Collegio di Sant’Adriano per la comunità arbëreshe, a Bova Marina per la comunità greca e a Guardia Piemontese per la comunità occitana. La Giunta regionale, inoltre, in sede di programmazione, è autorizzata ad istituire nuovi centri di ricerca o sezioni decentrate.

Una particolare attenzione è dedicata al riconoscimento dell’associazionismo presente nelle comunità etniche e alle iniziative creative e promozionali come il Festival della Canzone Arbëreshe. A tal proposito si propone l’istituzione di centri per la musica e il canto popolare nelle tre comunità alloglotte.

Un apposito articolo è dedicato al ruolo che la nostra regione può assolvere nella politica di relazione con le nazioni di provenienza dei popoli migranti.

Il titolo quarto affronta gli aspetti della tutela del territorio nella programmazione economica regionale rispetto alle politiche turistiche, ambientali e urbanistiche; il riconoscimento dei servizi pubblici come elementi indispensabili e necessari alla tutela e al consolidamento demografico del territorio; la tutela del patrimonio artistico religioso; la salvaguardia, il recupero e l’utilizzazione del patrimonio architettonico e degli insediamenti abitativi;

Infine, il titolo quinto traccia le disposizioni finali, le norme transitorie e individua le forme di finanziamento della Legge.

Gennaro De Cicco

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