PERSONALE DELL’ARTISTA LEONARDO D’AMICO, ORGANIZZATA
DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
In questi giorni di festa l’ex
palazzo Marchianò ospita una personale di pittura di Leonardo D’Amico. Si
tratta di un’esposizione di tele, organizzata dalla locale Amministrazione
comunale, con delicati spaccati di vita naturalistica e immagini di tutto
ciò che la parola natura ci suggerisce quando viene pronunciata.
Utilizzando colori caldi e
colori freddi che giocano sulle sue tele sempre sottolineati da una grande
delicatezza esecutiva, Leonardo D’Amico ci presenta una serie di paesaggi
dettagliati e curati in ogni minimo particolare: splendidi boschi ancora
intatti, stupende colline, lunghi sentieri, nature campestri con sfondi e
orizzonti sempre più sfumati. Testimonianze di bellezze paesaggistiche che
ci appartengono e realtà che ci circondano e ci appagano nel contemplarle.
Leonardo D’Amico presenta i
suoi paesaggi in un’atmosfera quasi irreale con scorci assolati e deserti
che, apparentemente inanimati, contengono in effetti una intenzione
vivificante e poetica, quasi a voler cogliere il senso più autentico di
un’atmosfera piena di emozioni, percepibile non solo da chi possiede la
conoscenza più profonda di questo ambiente umano e naturale. Spazi immersi
in un impenetrabile silenzio per la costante assenza umana. Almeno in
apparenza, perché Leonardo rende visibile l’invisibile e i suoi dipinti
trasmettono calma e serenità, perché “nessun sentiero si perde nel bosco e
nessun corso d’acqua è pericolosamente profondo”. Un percorso aperto che
disdegna il travaglio interiore e indica la fiducia nel prossimo.
“Assorbito dall’umida
luminosità e dalla struttura piramidale perfettamente equilibrata dello
spazio” dove ogni oggetto rappresentato è amabilmente essenziale,
l’artista ci propone una pittura che, “nello slargarsi di spazi immersi in
un impenetrabile silenzio”, cresce lentamente, diventando quotidiana
rivelazione e continua scoperta di sensazioni.
Figlio d’arte, il
giovane Leonardo è un pittore nato che tratta confidenzialmente il disegno
e il colore, realizzando prospettive audaci , scorci e tagli inconsueti.
“Accostarsi gradatamente alle opere del D’Amico, ha detto Gianni Mazzei
nella sua presentazione critica, significa ammirare la perfezione della
linea, l’equilibrio compositivo, il movimento cromatico e luminoso,
l’aderenza perfetta alla realtà dei luoghi dipinti. In seguito saremo
affascinanti dall’umida luminosità, dalla letizia armoniosa delle
margherite, dai colori rallegranti e dall’atmosfera di pacata
tranquillità”.
Gennaro De Cicco