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CELEBRAZIONI PER IL MILLENARIO DELLA MORTE DI SAN NILO (1004-2004)

 

Anche il Centro internazionale di studi deradiani ha inteso inserirsi nelle celebrazioni per il millenario della morte di San Nilo (1004-2004), organizzando una conferenza di carattere culturale a cui hanno partecipato il prof. Alessandro Ghisalberti, professore di filosofia presso l’Università Cattolica di Milano e il dott. Giovanni Morello, critico d’arte e coordinatore delle mostre vaticane nel mondo. Il primo ha relazionato sul tema: “Il monaco e le passioni. Aspetti dell’antropologia monastica medievale”. Il secondo ha illustrato “La vita di San Nilo attraverso le immagini del Domenichino”. La manifestazione, che si è avvalsa del patrocinio comunale, è stato coordinata dal prof. Michelangelo La Luna dell’University of Rhode Island e presidente del Centro promotore dell’iniziativa.

Il Santo rossanese viene spesso ricordato anche a San Demetrio Corone perché nel 955 fondò il monastero e la chiesa di San Adriano.

A circa due chilometri dal centro abitato resistono ancora i ruderi di un antico eremo, dove il monaco, mille anni fa, s’inginocchiava e pregava, affinché l’anima si avvicinasse a Dio.

Peccato che il suggestivo affresco (XVI-XVII secolo) raffigurante San Nilo orante davanti al crocefisso sia stato mal ridotto da gesti vandalici di ignoti autori che non si sono fermati neanche dinnanzi alla effige di un santo.

E’ di qualche giorno fa la scoperta dell’ultimo scempio. La parte centrale dell’affresco è stata imbrattata da scritte indecifrabili realizzate con vernice nera. Le stesse scritte appaiano sulla parete laterale sinistra  attigua all’affresco e su alcuni punti dei muri perimetrali.

Nell’agosto del 1995, invece, sconosciuti avevano rovinato a colpi di mazza o piccone la parte inferiore del dipinto.

Gennaro De Cicco

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