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PRESENTATO IL VOLUME DI VINCENZO FERRARO

COSENZA 1848: ORIGINI E SVILUPPI DI UNA RIVOLUZIONE FALLITA

 

E’ stato presentato, presso la sala teatro del Collegio di Sant’Adriano, il libro di Vincenzo Ferraro: Cosenza 1848 - Origini e Sviluppi di una Rivoluzione Fallita, S@tem, Edizioni Mediterranee.

Un lavoro editoriale che si propone di far luce su un episodio della nostra storia risorgimentale, forse un po’ trascurato nel corso del ‘900.

I lavori, coordinati dall’Assessore alla cultura Antonio Sposato, sono stati aperti da una relazione introduttiva del Sindaco Sen. Cesare Marini. Al dibattito, che si è sviluppato subito dopo, sono intervenuti il Prof. Domenico Cassiano e il Dirigente scolastico del Liceo-Ginnasio Prof. Demetrio De Angelis.

“Lo scopo di questa indagine, ha precisato il Prof. Ferrari che ha concluso la manifestazione, non solo intende rendere chiare le cause, lo svolgimento e l’esito del movimento rivoluzionario, ma vuole anche evidenziare il contributo che la Calabria, e in particolare la provincia di Cosenza, diede ai fatti politico-militari che caratterizzeranno nel 1848 il Risorgimento italiano”.

“Purtroppo, ha aggiunto, i nomi più prestigiosi dei calabresi che guidarono l’insurrezione del ’48 e parteciparono da protagonisti al Risorgimenti italiano ancora oggi sono poco conosciuti, poiché la storiografia ufficiale, quella dei testi scolastici, ha sempre esaltato, e giustamente, i Mazzini, i Garibaldi, i fratelli Bandiera, ignorando uomini come Benedetto Musolino, Agesilao Milano, Giovanni Nicotera, Carlo Poerio, Domenico Romeo, Domenico Mauro, Tommaso Ortale e Giuseppe Ricciardi, ed episodi come Campotenese, Vigliena, l’eccidio dei martiri di Gerace, l’Angitola, Soneria Manelli”.

L’esame peculiare dei fatti, oggetto del lavoro del Prof. Ferraro, riguarda anche la vita civile del tempo, fugando le tante ombre addensate attraverso i decenni e dando un giustificata spiegazione ai dubbi e ai contrasti ancora oggi esistenti.

L’autore non ha neppure trascurato i dettagli, che spesso pur rivestendo importanza marginale, si rivelarono utili a scoprire il perché del fallimento dei più contrastati moti popolari, che nonostante coinvolgessero la vita e gli interessi delle classi sociali, da queste ultime non ebbero la benché minima sollecitazione.

Gennaro De Cicco

LA PROVINCIA COSENTINA 17/03/04

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