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VERTENZA BOSCHI DI MACCHIA ALBANESE

Il Commissariato per gli Usi Civici della Calabria, con sede in Catanzaro, decidendo definitivamente su un ricorso proposto da Legambiente, rappresentata e difesa dall’Avv. Costantino Baffa, ha accertato e dichiarato che il bosco “Mezzana” di località Macchia Albanese è di natura demaniale ed è gravato da usi civici ai sensi e per gli effetti della legge 16 giugno 1927.

Il ricorso del legale dell’associazione ambientalista era stata avanzato nei confronti del Commissario Straordinario del Comune di San Demetrio Corone, del Sindaco pro-tempore e di un privato cittadino che aveva acquistato i boschi  messi all’asta dal Comune per appianare parte dei debiti derivati dal dissesto finanziario.

Gli stessi boschi erano stati poi riacquistati dall’Ente due ani fa.
Il Commissario per gli Usi Civici ha dichiarato la nullità di tutti gli atti stipulati fra le parti; ordinato al privato cittadino di eliminare, ove ancora esistenti, tutte le opere intraprese in ordine al menzionato bosco, al fine di consentire agli aventi diritto il libero accesso e il pacifico godimento;  condannato il Comune di San Demetrio Corone e il privato cittadino “alla rifusione ognuno nella misura della metà e senza vincolo di solidarietà delle spese sostenute dal ricorrente Comitato Regionale Legambiente Calabria e liquidate nella complessiva somma di € 16.573,52… in favore del costituito procuratore Avv. Costantino Baffa”.

La sentenza, che precisa la natura e l’inalienabilità del bosco “Mezzana” è supportata dalla  consulenza tecnica redatta  dall’agronomo dott. Giuseppe Severini e da una corposa documentazione del Comitato Regionale Legambiente.

Il dott. Severini, dopo aver premesso che il Comune di San Demetrio Corone “è uno dei pochi comuni ad aver conservato un ancora importante insieme di terreni, la cui origine ed estrazione non può che essere demaniale e ciò in quanto non sono risultati altri modi d’acquisto della proprietà del Comune negli archivi, nella conservatoria dei registri immobiliari…, evidenzia, invece, che la natura demaniale del bosco Mezzana, gravato da usi civici, trova sicura e non equivoca indicazione in numerosi fonti documentali”.

Questa sentenza del Commissariato Usi Civici per la Calabria è l’ultima tappa di una vicenda che si trascina dal lontano 1996.

Una vicenda che ha avuto un iter travagliato e che sembrava fosse stata ultimata con i provvedimenti del tribunale amministrativo  e il pronunciamento nel 1999 del Consiglio di Stato.

Invece no. La decisione  di Legambiente di rimettere tutto in discussione e la determinazione del suo legale rappresentante, ha riaperto prima, con il sequestro cautelativo del bosco,  e  chiuso la questione con la sentenza attuale.

Gennaro De Cicco

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