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MILLENARIO SAN NILO

 CELEBRAZIONI ANCHE A SAN DEMETRIO CORONE

Organizzata dall’Amministrazione comunale di San Demetrio Corone, nell’ambito delle celebrazioni per il millenario della morte di S. Nilo (1004-2004), si è svolta presso il Collegio di Sant’Adriano una conferenza sul tema: “S. Nilo nel monastero di S. Adriano (952-981) e il monachesimo calabro-greco”. Relatore il prof. Franco Filareto.

Lo studioso, originario di Rossano, dopo aver premesso che la storia, la cultura e la memoria del passato rappresentano valori, risorse e finalità di sviluppo per i nostri paesi, si è soffermato sulla figura di San Nilo, definito “il grande riformatore del monachesimo bizantino-greco mediante la conciliazione della vita teorica e della vita pratica”.

Attraverso una  “mappa concettuale”, il prof. Filareto ha ripercorso gli aspetti più salienti e significativi della vita di San Nilo,  “vissuta interamente al servizio di Dio, per e con la gente, a favore dei deboli e degli oppressi”.

Appartenente ad una nobile famiglia rossanese, Nicola Malenus fino all’età di trent’anni vive la condizione privilegiata della sua classe sociale, ricevendo una formazione culturale solida.

Nel 940 dà una svolta radicale alla sua esistenza e sceglie l’isolamento dal mondo, diventando un semplice e umile monaco.

Lasciato Rossano, crocevia del mediterraneo e dell’oriente in Italia, si reca tra gli eremi del Mercurion, zona impervia tra Laino Castello e Scalea, per dedicarsi completamente a Dio.

Davanti all’avanzata devastatrice e sanguinaria dei saraceni, dopo alcune tappe nei monasteri di San Nazario (SA) e San Michele Arcangelo nei pressi di Orsomarso, pensa di sistemarsi in una selvosa zona di sua proprietà  nella quale era edificato un piccolo oratorio dedicato a S. Adriano.

In questa zona,  dove sorgerà l’abitato di San Demetrio, seguito da altri monaci, fra cui Proclo di Bisignano, vive il periodo più lungo della sua vita ascetica (circa trent’anni) nella più rigida penitenza e povertà. Costituisce  il cenobio e trasforma il piccolo oratorio in un famoso monastero. Concilia, altresì, il lavoro manuale (attività agricola varia)  con quello intellettuale (attività tipografica ed editoriale), portando a termine la sua grande riforma monastica.

Preso di mira nel 976 dai Saraceni anche il monastero di Sant’Adriano, San Nilo riprende il suo  pellegrinaggio, dirigendosi verso Capua, convinto che tutta la Calabria sarebbe caduta in mano agli Arabi.

Gennaro De Cicco

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