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SANTA SOFIA D’ EPIRO

BICENTENARIO DELLA MORTE DEL VESCOVO FRANCESCO BUGLIARI

Santa Sofia d’ Epiro - Con una manifestazione di carattere culturale, l’Amministrazione comunale di Santa Sofia d’ Epiro ha inteso celebrare, sabato 23 dicembre, il bicentenario della morte di Mons. Francesco Bugliari, Vescovo tit. di Tagaste, Presidente del Collegio Italo-Greco di Sant’Adriano (1742-1806).  I lavori, introdotti dal sindaco dott. Francesco Sanseverino e dal delegato del Vescovo di Lungro, sono proseguiti con un convegno di studi sul tema: il Vescovo Francesco Bugliari, un innovatore nel difficile momento storico di fine 1700. Relatori Mons. Luigi Falcone, docente di Pontificia Università Lateranense, e l’Avv. Domenico Cassiano, docente di storia e filosofia. Sono stati, inoltre, presentati il cortometraggio “F. Bugliari”, realizzato dal gruppo folkloristicoAvulli” e il libro “Vita di Mons. Francesco Bugliari”, curato dallo sportello linguistico comunale. Il volume, seppure con giudizi contrastanti della critica, traccia un profilo particolareggiato della personalità del Vescovo, persona colta, rigorosa ed innovatrice. L’intervento conclusivo è stato del Presidente della Comunità Montana “Destra Crati”, Prof. Gennaro Nicoletti. Al termine dell’intensa giornata celebrativa è stata scoperta una stele commemorativa in via Pasquale Baffi, luogo del martirio del Vescovo.

L’opera e la forte personalità del Bugliari incisero notevolmente nella storia non solo del Collegio di Sant’Adriano, ma dell’intera comunità albanese di Calabria. Fu sua la proposta di trasferire il Collegio da San Benedetto Ullano a San Demetrio. Dell’azione educativa e culturale del Bugliari occorre sottolineare due momenti principali: la creazione di una vasta e moderna biblioteca e il riordinamento degli studi, il cui indirizzo da classico- teologico fu gradualmente mutato in classico.

Sotto la presidenza Bugliari, insieme a quei giovani che intendevano avviarsi al sacerdozio, nell’Istituto veniva ammesso anche chi desiderava seguire un normale corso di studi. 

Il Bugliari apparteneva a quella schiera di intellettuali meridionali che si battevano per il rinnovamento della cultura e della organizzazione politica dello Stato. Prudentemente aperto alla nuova ideologia illuministica, ne condivideva i principi pedagogici e quelli relativi allo svecchiamento  delle strutture statali. Seppure cautamente, partecipò all’innalzamento dell’Albero della Libertà nella piazza principale di San Demetrio Corone. Si distinse, inoltre, per la sua convinta religiosità e per la solidarietà verso il prossimo. Presentato all’opinione pubblica, da chi mirava all’ambito feudo di Sant’Adriano, come un vessatore, fu più volte sul punto di essere ucciso. In sua assenza  i suoi nemici, dopo aver saccheggiato il Collegio, sfogarono la loro rabbia pugnalando un suo ritratto.Venne assassinato  il 18 agosto 1806 a Santa Sofia d’Epiro.

 

Gennaro De Cicco

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