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Lajme ka Shën Mitri / Notizie da San Demetrio Corone
 

LA CHIESA DI SANT’ADRIANO

Tra storia, arte e…mistero

San Demetrio Corone- Porta la firma del prof. Adriano Mazziotti, intellettuale e docente sandemetrese, l’ultima monografia sulla chiesa di Sant’Adriano, uno dei monumenti più prestigiosi della Calabria.

Con questo libro,  commissionato dall’Amministrazione comunale ed edito dalla casa editrice il Coscile di Castrovillari, Adriano Mazziotti offre ai lettori una scrupolosa e accurata sintesi storica e artistica di questo affascinante e seducente  monumento, già nel passato oggetto di studio da parte di illustri personaggi, come Paolo Orsi e Armando Dillon. Uno studio specifico di questo tempio del XI secolo, testimonianza significativa di una “ben riuscita commistura normanno – bizantino – barocca”.

Al di là del pregio scientifico del lavoro il Mazziotti – scrive in prefazione il sen. Cesare Marini - merita di essere insignito del simbolico titolo di custode del tempio per avere tentato negli anni passati, con denunce e prese di posizione, di difenderlo dall’incuria, dai ladri e dall’ignoranza.

Il plurisecolare tempio, dedicato ai santi Adriano e Natalia, martiri vissuti nella seconda metà del III secolo in Nicomedia (Asia minore), sorge nella periferia ovest del centro abitato, nelle adiacenze della provinciale che collega San Demetrio ad Acri, in un pianoro sulle falde della collina denominata Montesanto.

Le sue origini risalgono intorno all’anno 955, allorquando Nicola Malena di Rossano, San Nilo, spinto da impulso caritatevole, diventò monaco e si trasferì in questo luogo solitario e remoto per poter pregare in solitudine. Durante la sua permanenza a Sant’Adriano, San Nilo diede vita ad un cenobio, accogliendo chi chiedeva asilo e assistenza spirituale. In breve tempo il cenobio raggiunse larga risonanza e divenne centro di attrazione per molti altri monaci, distinguendosi anche come centro di attività culturale. I monaci di Sant’Adriano furono costretti ad abbandonarlo, in seguito alle incursioni dei Saraceni. In epoca normanna, tra la seconda metà del XII secolo e la prima metà del XIII, il monastero, avendo raggiunto uno stato patrimoniale di floridezza economica, venne ricostruito ex-novo.

Nella sua millenaria storia, la chiesa subì diverse trasformazioni. La prima impressione che si riceve entrando nel tempio è la mancanza di unità strutturale con l’intrecciarsi e l’accostarsi di diversi elementi architettonici e ornamentali. L’interno, a tre navate, per esempio, con le sue colonne e i suoi affreschi  è una galleria di stili diversi. E tutto questo viene illustrato  con dovizia di particolari dal Mazziotti.

Il pregio artistico di Sant’Adriano è costituito dal meraviglioso pavimento in opus sectile e in mosaico, paragonato dall’Orsi a uno “splendido tappeto orientale”. Quattro i mosaici: un leone e un serpente che si contendono una preda irriconoscibile, un serpente che si avvolge in tre spire, un felino un serpente avvolto nelle spire. Con i temi raffigurati nei mosaici si entra nel mondo oscuro e complesso dei simboli.

Il pregevole lavoro editoriale si chiude con alcune notizie sulla cosiddetta Grotta di San Nilo, il luogo dove San Nilo, mille anni fa, si recava “per sentirsi più vicino a Dio”. Non mancano neanche le curiosità storiche e i riferimenti bibliografici, utili per poter ulteriormente approfondire l’argomento.

Gennaro De Cicco

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