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Lajme ka Shėn Mitri / Notizie da San Demetrio Corone
 

“MEDEA” IN LINGUA ARBĖRESHE A CAULONIA E LAMEZIA (MAGNA GRECIA FESTIVAL)

CON ATTORI DI SAN DEMETRIO CORONE, SAN COSMO, SPEZZANO ALBANESE E PALLAGORIO

 

San Demetrio Corone - Nell’ambito della quarta edizione della manifestazione artistica “Magna Grecia Teatro” č in programma, in una versione linguistica inedita, giovedģ diciannove a Caulonia e venerdģ venti a Lamezia Terme la messa in scena della famosa tragedia “Medea” di Euripide. La pičce, da un’idea di Giancarlo Canteruccio, che ha inteso dar voce a una lingua musicale che evoca suoni e culture e del passato, sarą presentata nella parlata originale ancora in uso nei paesi italo-albanesi della Calabria, ovvero in lingua arbėreshe.

Si tratta di un idioma antico, per lo pił  derivazione del dialetto “tosco” delle regioni meridionali d’Albania, che si č mantenuto nelle sue espressioni originarie per cinque secoli. La traduzione  č stata effettuata da Adriana Ponte, operatrice culturale dello sportello linguistico del Comune di San Demetrio Corone. L’adattamento, dal greco antico all’italiano, invece, č stato realizzato da Nando Pace e Francesco Suriano.

Lo spettacolo, diretto da Francesco Suriano, prende spunto da una didascalia della “Medea” di Grillpazer in cui č descritta una tenda davanti al mare all’arrivo di Medea a Corinto. L’immagina ci riporta alle tante donne straniere che periodicamente sbarcano sulle nostre coste. Medea č una di loro,sbarcata sulla costa calabrese, alla ricerca di una nuova terra. Una extra comunitaria, una viaggiatrice per necessitą sbarcata sulla costa jonica alla ricerca di una nuova terra. Medea č e resterą straniera, perché vittima della paura dell’estraneo, straniera in terra straniera.

Nell’opera i temi come la nostalgia, il pregiudizio, inospitalitą verso lo straniero, rivivono nella Medea, eroina di modernitą. Questi sentimenti trovano riscontro nei testi e nelle canzoni arbėreshė, che rievocano l’amarezza della diaspora e la nostalgia dei luoghi aviti. 

Gli interpreti sono sei attori, di cui quattro non professionisti, provenienti da quattro paesi arbėreshė diversi. I due attori professionisti sono Nando Pace (Giasone) di Spezzano Albanese e Francesco Mazza (Creonte) di Pallagorio. Gli altri sono: Vicky Macrģ (Medea), Adriana Ponte (Corifea) e Lello Pagliaro (Egeo)di San Demetrio Corone; Riccardo Baffa (Nunzio) di San Cosmo Albanese. Produzione Centro R.A.T. – Teatri del Sud, costumi Dora Ricca, oggetti di scena Rosalba Balsamo, collaborazione alla regia Nando pace, direzione di produzione Monica Vicinanza.

LA PROVINCIA COSENTINA 18/07/2007

Gennaro De Cicco

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