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PRIMA
NAZIONALE PER LA “MEDEA” IN LINGUA ARBĖRESHE CON ATTORI DI SAN DEMETRIO
CORONE,SAN COSMO, SPEZZANO ALBANESE E PALLAGORIO
San Demetrio Corone –Il Teatro Studio
di Scandicci (Firenze) venerdģ 18 e sabato 19 gennaio ha ospitato la
Prima nazionale della pičce teatrale prodotta dal Teatro Stabile
d’Innovazione della Calabria “Nje vajtim arbėresh – Un lamento arberesh”,
tratto dalla Medea di Euripide.
L’opera, nata da un’idea di Giancarlo
Cauteruccio, č stata presentata nella parlata originale ancora in uso
nei paesi italo-albanesi della Calabria, ovvero in lingua arbėreshe. La
traduzione č stata effettuata da Adriana Ponte, operatrice culturale
dello sportello linguistico del Comune di San Demetrio Corone.
L’adattamento, dal greco antico all’italiano, invece, č stato realizzato
da Nando Pace e Francesco Suriano.
Anche a Scandicci gli interpreti sono
stati sei attori, provenienti da quattro paesi arbėreshė diversi: Nando
Pace (Giasone) di Spezzano Albanese e Francesco Mazza (Creonte) di
Pallagorio, Riccardo Baffa (Nunzio) di San Cosmo Albanese, Vicky Macrģ
(Medea), Adriana Ponte (Corifea) e Lello Pagliaro (Egeo)di San Demetrio
Corone. Costumi Dora Ricca, oggetti di scena Rosalba Balsamo, direzione
Nando Pace, regia Francesco Suriano, direzione di produzione Monica
Vicinanza.

Nel corso della rappresentazione i
brani musicali sono stati eseguiti con gli strumenti originali della
tradizione greca, albanese e macedone. E’ stato, a giudizio dei critici,
“uno spettacolo toccante dove i sei attori hanno saputo interpretare
con poesia e energia una Medea atipica, emozionante e contemporanea…” .
“Il risultato č stato uno spettacolo senza sottotitoli, la cui sacralitą
e la poesia dei cori hanno colorato l’esprit atavica di una popolazione
che rivendica la propria storia, il ricordo della terra natia…”. “ Uno
spettacolo di non immediata comprensione che č riuscito, comunque, a
colpire al cuore e a far riflettere lo spettatore, anche grazie al
continuo e fluente contrappunto cantato - Voto 8, Giovanni Ballerini”.
Lo spettacolo
l’estate scorsa era stato presentato nei tetri antichi di Caulonia e
Lamezia Terme nel corso della manifestazione Magna Grecia Teatro
Festival.
Gennaro De Cicco |