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Gli Arbėreshė della Calabria - SAN DEMETRIO CORONE

SPAZIO A CURA DI GENNARO DE CICCO

SAN DEMETRIO CORONE:

MONOGRAFIA SULLE TRADIZIONI DEGLI ARBĖRESHĖ

 

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Esterino: il banditore č il titolo del volumetto pubblicato recentemente dal Comune di San Demetrio Corone con il patrocinio del Gal Sibaris ed edito dalla Publiepa di Paola.
Si tratta di una monografia, conseguenza di una ricerca svolta dagli studenti sul tema: “ Le tradizioni viste dai giovani”.
Il titolo della pubblicazione  nel suo significato metaforico vuole essere un invito alle nuove generazioni a divulgare le poesie, le favole, i proverbi e quant’altro si trova nel libro con la stessa costanza e la stessa tenacia del simpatico personaggio che gli adulti sandemetresi ricordano con simpatia ed affetto.
Appropriarsi, insomma, della memoria storica, valorizzarla e tramandarla ai posteri.
Il libro si apre con un’interessante ricerca condotta dagli alunni del Liceo Classico, guidati dall’insegnante di Storia dell’Arte Prof.ssa Sabrina Barresi.
Il lavoro comprende frammenti di storia urbana e rappresenta un segmento di una pił ampia attivitą di ricerca ancora in corso, destinata a recuperare l’identitą culturale arbėreshe.
L’indagine, organizzata per gruppi di lavoro, riguarda gli aspetti storici, urbanistici e architettonici del centro urbano di San Demetrio Corone.
Di notevole interesse la parte dedicata al ruolo urbano e all’importanza sociale delle gjitonie.
“La gjitonia (il vicinato) sotto il profilo urbanistico si qualifica come un piccolo gruppo di case articolato intorno al sheshi (spazio a cielo aperto) che prende il nome dalla famiglia pił importante….”
“La gjitonia rappresenta per l’arbėresh, dopo il nucleo vitale della famiglia, l’altra dimensione sociale del vivere quotidiano…..”
“Testimonianza tangibile di una civiltą, di un modo di vivere e di sentire, che unitamente alla lingua, ai costumi e alle tradizioni, hanno definito e caratterizzato un popolo dando loro una identitą a cui oggi č giusto e doveroso dare maggiore visibilitą…”
Apprezzabili anche gli studi sulle tipologie abitative e l’indagine sui portali dei palazzi gentilizi.
Gli alunni della Scuola Media “Skanderbeg”, invece, hanno dato il loro contributo al lavoro non solo con una serie di notizie storiche sul paese, ma anche con bellissime pagine sulle tradizioni locali e sul costume femminile arbėresh.
Simpatica, inoltre, la favola Maēja e miu (La gatta e il topo) e molto significativi i numerosi proverbi che racchiudono norme morali e messaggi educativi tramandati di generazione in generazione.
“Gurė e gurė bėhet njė murė –Pietra su pietra si costruisce un muro”;
“Pij njė qind vetė, ma ben si do vetė – Chiedi a cento persone, perņ decidi da solo”;
“Fjalė tė vjetra, fjalė t’urta –Parole antiche, parole di saggezza”;
“Dega ēu tha kat pritet – Il ramo secco deve essere tagliato”.
Il libro si chiude con i bellissimi disegni dei ragazzi della Scuola Elementare.