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SPAZIO A CURA DI GENNARO DE CICCO

SERVIZIO FOTOGRAFICO DI ANTONIO CAPPARELLI

 

 
IL GRUPPO 
“FESTIVAL DELLA CANZONE ARBERESHE” 
A CONTESSA ENTELLINA (PA)

            Eccezionale spettacolo musicale per celebrare il 550° anniversario di fondazione di Contessa Entellina (PA) del gruppo “FESTIVAL DELLA CANZONE ARBĖRESHE”.

I rappresentanti canori di quasi tutte le comunitą arbėreshe d’Italia si sono ritrovati nella cittadina siciliana ed hanno offerto al numeroso pubblico un vasto repertorio di canti tradizionali e moderni.

In apertura di serata il Sindaco di Contessa Entellina, Piero Cuccia, ed il rappresentante culturale della Pro-Loco, Calogero Raviotta, hanno dato il benvenuto ai fratelli arbėreshė ed hanno illustrato le iniziative intraprese in occasione dello storico appuntamento.

La canzone Jeronim, dedicata al poeta Girolamo De Rada e cantata dal cantautore Pino Cacozza di San Demetrio Corone, ha fatto da sigla allo spettacolo, presentato da Gennaro De Cicco e Sonia Gradilone.

            Lo  stesso Cacozza nel corso della serata ha cantato Jemi njė Kulturė ēė neng mėnd vdes (Siamo una cultura che non puņ morire), vero inno alla cultura arbėreshe.

Subito dopo, Alfio Moccia di San Benedetto Ullano, uno dei padri della nuova canzone arbėreshe e vincitore del II Festival, ha interpretato Sot u zgjova (Oggi mi sono svegliato), viaggio verso la ricerca dell’identificazione culturale.

Ernesto Iannuzzi, cantautore ed interprete melodico sentimentale di Firmo, ha cantato Qeva (Sono stato). Una bella favola dell’esistenza umana e del rapporto perpetuo tra padre e figlio.

La comunitą arbėreshe di Spezzano Albanese era rappresentata dai Fratelli Scaravaglione che hanno presentato la canzone vincitrice della quattordicesima edizione del Festival, Shtire njė vjershė ( Canta una canzone) che illustra la valenza etnica dei canti tradizionali arbėreshė.

Il gruppo canoro La Kamastra di Montecilfone (CB) si č esibito in un canto religioso dedicato alla Madonna, protettrice del loro paese, dal titolo Shėn Mėria e Madhe (Madonna Grande), mentre il gruppo, Qifti arbėreshė, dell’altra comunitą molisana, Portocannone, ha proposto un canto dedicato al famoso eroe nazionale albanese Giorgio Castrista Skanderbeg.

           Rossella Stamati di Plataci con il gruppo Pllatni ha interpretato il motivo Shqiponja (L’aquila), un interessante percorso simbolico dell’Aquila Madre e dei tanti figli sparsi nel mondo.

La carrellata di successi del Festival si č conclusa con la canzone che ha vinto l’ultima edizione della pił famosa manifestazione canora arbereshe, Ti Kush je ? (Tu chi sei?). Un brano, magistralmente cantato da Zaira Tocci di Lungro, che descrive con grande delicatezza poetica il dramma dell’innamorata non pił corrisposta.

Nel corso della serata si č esibito anche il gruppo di Piana degli Albanesi (PA),Dhėnduret e Arbėrit (I fidanzati dell’Arbėria), unici rappresentanti del folklore albanese in Sicilia. Il gruppo, nato nel 1955, č costituito da giovani uniti dall’amore per la musica e per le tradizioni popolari. Durante l’esibizione indossavano i costumi tradizionali di Piana degli Albanesi.

            Piero Di Miceli, Tiziana Colletti e il Coro di Padre Lorenzo Tardo di Contessa Entellina hanno concluso la magica serata musicale siciliana con le canzoni Tė lėra (Ti ho lasciato), Dimbri (L’inverno) e Kur tė pash e parėn herė ( Quando ti vidi la prima volta).

Alla fine dello spettacolo, scambio di doni fra il Comune di San Demetrio Corone (vedi), rappresentato dal Vice Sindaco Antonio Sposato, e il Comune di Contessa Entellina (vedi).

Attestati di partecipazione e targhe ricordo, offerte dalla Provincia di Palermo e dal Comune di Contesa Entellina, sono stati consegnati a tutti gli artisti.

 

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