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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
ARBITALIA presenta
Gli Arbëreshë della Calabria - SAN DEMETRIO CORONE

SPAZIO A CURA DI GENNARO DE CICCO

INAUGURATO A SAN DEMETRIO CORONE IL MUSEO ETNOGRAFICO

Nel caratteristico rione Picitto è stato inaugurato il “Museo Etnografico”, realizzato dall’Associazione Radio Shpresa Europa 1, con la collaborazione della Pro- Loco Sandemetrese e dell’Industria Alimentare di Ernesto Madeo.

Nel corso della manifestazione sono intervenuti il presidente della Pro-Loco Gianni Macrì, l’imprenditore Ernesto Madeo, lo scrittore Ottavio Amilcare Bisignano, il giornalista Pasquale De Marco (che ha illustrato il progetto Museo) e il cantautore Pino Cacozza.

La serata è stata allietata dalle dolce e melodiosa musica arbëreshe. Dinanzi a un numeroso pubblico, proveniente anche dai paesi limitrofi, si sono esibiti, con la solita professionalità, il gruppo  Vuxhet arbëreshe, Pino Cacozza, Alfio Moccia, Demetrio Macrì, Antonello Nigro, Raffaele Bloise, Mario e Gennaro Torchia.

Allestiti anche numerosi stand per la prima sagra della salsiccia, sponsorizzata dal Salumificio Madeo, per la degustazione di tipici prodotti gastronomici arbëresh , per la mostra-mercato di “pezzi” dell’artigianato locale (bambole in costume di Carmela Oliva, merletti di Maria Rosa La Luna, lavori in legno di Angelo Falco, panieri di Peppino Santo e ceste di Santo Paldino) e per l’esposizione dell’arte grafica  di Curcio, Gagliardi e dei dipinti di Ceno, Nuhiu e Marchiani.

   Il museo, che si avvale della collaborazione di un comitato tecnico-scientifico, composto da studiosi delle tradizioni locali, è stato istituito in una caratteristica abitazione privata, messa a disposizione da Gianni Macrì, titolare dell’ emittente locale promotrice dell’iniziativa. Aperto al contributo di tutti i cittadini, in pochi giorni si è arricchito di utensili domestici, attrezzi rurali e strumenti artigianali che, inventariati e sistemati, hanno permesso la ricostruzione virtuale di tradizionali ambienti familiari, la riscoperta degli antichi mestieri e l’illustrazione del variegato e laborioso mondo contadino. Questa prima fase, sicuramente, “pionieristica”, negli intendimenti degli organizzatori, man mano assumerà un’ impostazione sempre più scientifica, in modo da poter  offrire alla comunità un servizio di cultura popolare  da utilizzare in una prospettiva di sviluppo turistico.

Tutto il materiale è stato catalogato su base bilingue: arbëresh e italiano, un modo questo per dare la possibilità ai ragazzi di arricchire il loro lessico, conoscere i valori culturali di un tempo e capire meglio il presente. 

Nel prossimo futuro il museo sarà arricchito da ulteriore materiale attinente la storia della civiltà italo-albanese. Per fare ciò il comitato tecnico- scientifico ha già predisposto un piano che prevede la raccolta del materiale e la suddivisione dello stesso in sezioni. Non appena ci sarà la disponibilità di altri locali, accanto alla sezione domestica già realizzata, saranno predisposte le sezioni di vita popolare, di arte, di tecnica del lavoro, di costumi e di tradizioni.

 Negli intendimenti degli organizzatori, insomma, il museo dovrà raccogliere e conservare gli elaborati “materiali” che documentino e illustrino la cultura delle colonie italo-albanesi della Calabria e delle altre regioni, raccogliere e conservare materiale bibliografico e documentario, promuovere ricerche, organizzare manifestazioni e prendere iniziative editoriali. Non un museo, quindi, “tempio delle Muse”, ma anche e soprattutto un luogo di  cultura e informazione per illustrare paesaggi e memorie di un passato che può dare slancio e vigore a tutte le iniziative che s’intendono prendere per contribuire al decollo dello sviluppo turistico delle nostre zone.

GENNARO DE CICCO

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