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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
ARBITALIA presenta
Gli Arbëreshë della Calabria - SAN DEMETRIO CORONE

SPAZIO A CURA DI GENNARO DE CICCO

LEGAMBIENTE CHIEDE E OTTIENE IL SEQUESTRO DEI BOSCHI

 Si riapre  la vertenza dei boschi inclusi, insieme ad altri beni, nel piano di estinzione dei debiti pregressi del Comune di San Demetrio Corone per appianare il dissesto finanziario dell’ente e acquistati nell’aprile del 1996     da due privati cittadini. A pronunciasi questa volta il Commissariato Usi Civici della Calabria che ha disposto il sequestro dei boschi “Montagna”, “Mezzana” e “Calamia” e  ha nominato un nuovo perito demaniale per meglio chiarire la vicenda, rinviando il dibattimento al 27 giugno 2002.

Nel corso dell’udienza l’associazione ambientalista, rappresentata e difesa dall’’Avv.  Costantino Baffa del foro di Roma, oltre a sostenere che il patrimonio boschivo è gravato da usi civici, ha mosso numerose critiche alla perizia demaniale, in virtù della quale era stato possibile stipulare l’atto di vendita dei boschi. L’associazione ambientalista ha avanzato la  richiesta di un provvedimento cautelare , in modo da preservare il patrimonio boschivo e il suo aspetto paesaggistico. Di tutt’altro avviso i due privati cittadini aggiudicatari dei fondi in questione. Tramite i loro legali hanno contestato la richiesta del provvedimento cautelare per l’ insussistenza dei presupposti e hanno sostenuto l’incompetenza del giudice amministrativo, poiché la vertenza è stata già affrontata e decisa dal T.A.R. Calabria.

Il Commissario per la Liquidazione degli Usi Civici della Calabria ha disatteso tutte le eccezioni  e ha accolto l’istanza avanzata dal legale dell’Associazione ambientalista, poiché si legge testualmente “ sono numerosi i riscontri documentali in atti, dimostrativi dell’esercizio nel tempo di usi civici sui demani Montagna, Mezzana e Calamia”. Viene, altresì, impedito agli aggiudicatari dell’asta comunale di non apportare ai boschi modifiche di alcun genere e “soprattutto quelle atte a modificare l’aspetto paesaggistico-ambientale, ivi compreso lo smaltimento di liquami di ogni natura”. Per l’Avv. Baffa, “ l’annosa questione è giunta a un primo significativo risultato, poiché con l’attuale provvedimento si ravvisa la concreta possibilità di accoglimento del ricorso di Legambiente”. Si apre, quindi, un nuovo capitolo di questa tormentata vicenda. L’ennesimo, dopo  la richiesta di congelamento dei beni comunali inoltrato al T.A.R., il riconoscimento prima e il rigetto dopo della legittimità dei ricorsi da parte del tribunale amministrativo regionale, il pronunciamento del Consiglio di Stato nel 1999 che sembrava aver messo la parola fine all’intera vicenda.

La presa di posizione di Legambiente e le ultime notizie dal Commissariato per gli Usi Civi della Calabria, invece,  rimettono tutto in discussione e riaprono una  situazione che pare sia ancora tutta da definire. 

GENNARO DE CICCO

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