SAN
DEMETRIO CORONE – IN SCENA PER RICORDARE IL PAPÀS GIUSEPPE FARACO
DE RADA RACCONTATO DA
UN MUSICAL
Commemorato, a cinque anni
dalla immatura scomparsa, il papàs Giuseppe Faraco, collaboratore prima e
parroco poi di San Demetrio per quasi 35 anni. La manifestazione è stata
promossa dalla locale Pro loco e, in una società che “ricorda” sempre meno
trascinata dal vortice della quotidianità, è un’iniziativa lodevole e da
sottolineare.
Don Giusepe è stato una
personalità poliedrica e di quelle che lasciano il segno: sacerdote
moderno e, per certi versi, anticonformista, generoso, attento alle nuove
istanze sociali e aperto al dialogo. Particolarmente vicino ai giovani,
aveva nel 1969 fondato la rivista di cultura “Zjarri” (il fuoco) fucina di
tanti cultori della problematica arbereshe, l’omonimo gruppo folkloristico,
una emittente radiofonica e tante altre iniziative che miravano
all’aggregazione e all’amore per le proprie radici.
Don Giuseppe è stato un
appassionato e moderno studioso, un operatore che credeva in una cultura
viva, da trasmettere alle nuove generazioni e da “utilizzare” come
risorsa.
Con il suo carattere aperto e
coinvolgente aveva stretto amicizia con imminenti studiosi delle minoranze
linguistiche, instaurando, tra i primi, rapporti culturali, all’epoca
dell’isolazionismo di Enver Hoxha, con l’Albania, di cui ebbe poi la
nazionalità onoraria.
A ricordare la figura di Don
Giuseppe Faraco, nella sala-teatro del Collegio di Sant’Adriano, il vice
presidente della pro-loco, Gianni Macrì; il vice sindaco Giuseppe
Sangermano; il parroco di San Demetrio Corone, papàs Andrea Quartarolo;
il pro-rettore dell’Università della Calabria, Francesco Altimari; il
presidente diocesano dell’Azione cattolina, Luigi Viteritti; il poeta e
cantautore Pino Cacozza, il consigliere regionale Damiano Guagliardi.
E’ poi seguito un apprezzato e
applaudito musical “De Rada e Milosao”- allestito in occasione del
centenario della morte del vate albanese Girolamo de Rada - del Gruppo
artistico “Zjarri i ri”, nato sulla scia e in ricordo del gruppo creato da
Don Giuseppe negli anni Settanta. Il soggetto e la sceneggiatura portano
la firma di Pino Cacozza, le immagini artistiche sono di Shpend Bengu e
Petrit Ceno, gli interventi musicali di Lello Pagliaro e Alessandro Paloli,
le parti scenografiche di Vicky Macrì e Adriana Ponte, i suoni e le luci
di Ernesto Jannuzzi , la direzione artistica di Lello Pagliaro e quella
organizzativa di Gianni Macrì. Si sono esibiti Pino Cacozza (nella parte
del vecchio vate albanese), Giuseppe e Riccardo Baffa, Rosalba Bellucci,
Vicky Macrì, Adriana Ponte, Daniela Straface e Annamaria Vitteritti.
Il recital – poesie, canti,
immagini, danze e melodie – “racconta” la vita del poeta De Rada e quella
immaginaria di Milosao, ambientate in un mondo magico e apparentemente
fuori dal tempo, ma che invece è lo specchio artistico e fedele della
cultura dei discendenti di Skanderberg e, tra le righe, si intravedono i
sogni e i problemi di questa cultura che “non può e non deve morire”.
Pasquale De Marco