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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

SAN GIORGIO ALBANESE

ANDREI VON ESCHENBACH, DIRETTORE DEL NATIONAL CANCER INSTITUTE DI BETHESHA

 ACCOLTO CON ORGOGLIO NEL PAESE DEL BISNONNO

“E’ con soddisfazione e orgoglio che accogliamo un illustre figlio della nostra terra”. Ha così esordito, non senza emozione, il sindaco di San Giorgio Albanese, Mario Scura, nel suo saluto di benvenuto all’illustre oncologo Andrei von Eschenbach, direttore del National cancer istitute di Bethesha (Maryland, Usa), in Calabria per ricevere la laurea Honoris causa in Medicina dall’Università Magna Grecia di Catanzaro.

E, nel suo brevissimo viaggio, ha voluto inserire la comunità di San Giorgio Albanese da dove, 115 anni fa, era partito per l’America il suo bisnonno materno, Salvatore Fremò.

Al suo arrivo nella piccola comunità di origine albanese, il prof. Von Eschenbach, - accompagnato dalla anziana madre, dalla moglie, da un gruppo di collaboratori e dal rettore dell’Ateneo catanzarese, prof. Venuta – è stato accolto in maniera festosa da tutta la cittadinanza e dai parenti, nella piazzetta del paese e, poi, in corteo si è raggiunto il Municipio.

Con un“Grazie mille”, pronunciato in italiano, mentre il resto dell’intervento si è svolto in inglese tradotto da un’interprete, il celebre scienziato ha ringraziato tutti per l’affettuosa accoglienza “a casa, la dove tutto e iniziato”.

“Mio nonno, mio padre ed io – ha scherzosamente ricordato von Eschenbach – siamo stati saggi a scegliere mogli di origine italiana e io sono stato sempre incoraggiato dai miei a non dimenticare la cultura d’origine che è per me motivo di onore e di gratitudine. Ritornerò in America ricordando il privilegio e la gratitudine per queste radici che essendo forti mi hanno permesso, come un albero, di crescere rigogliosamente. Oggi sono contento anche per mia madre che ha sempre vivamente desiderato venire qui  a San Giorgio, terra dei nostri avi. E vi prometto di ritornare  con mio fratello, i figli e i nipoti”.

E, dopo l’offerta dei dono-ricordi, stappo di spumante e assaggio di dolci tipici a suggello di una commovente e significativa giornata in cui una piccola comunità abbraccia con orgoglio un suo illustre figlio che ritrova le sue radici e rafforza un legame affettivo che non si era mai spento.

 

(Gazzetta del Sud del 22 marzo 2005)

Pasquale De Marco

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