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La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

23 Febbraio 2005

SANTA SOFIA. PROTESTA PER L'INSEDIAMENTO DI DON MARIO ALUISE

Il vescovo Lupinacci e don Demetrio Braile nel giorno della sua ordinazione diaconale

Non si placa la protesta popolare contro la nomina del nuovo parroco effettuata, dopo la scomparsa di papąs Giovanni Capparelli, dal vescovo di Lungro mons. Ercole Lupinacci che ha scelto il papąs Mario Aluise , attuale parroco di Piano dello Schiavo di Firmo, dal 1993 al 1997  collaboratore a Santa Sofia.

Questa nomina non č stata condivisa, fin dall’inizio,  dai fedeli che ritenevano naturale che il loro nuovo pastore fosse  don Demetrio Braile, vice del defunto parroco per otto anni e suo sostituto negli ultimi tempi quando le condizioni di salute di don Capparelli erano diventate alquanto precarie.

Tra i motivi della non nomina di papąs Braile a parroco, sostengono i soliti ben informati, pare ci sia la sua filo-ortodossia.

 E, a bordo di tre pullman e numerose auto, circa duecento fedeli si erano recati a Lungo, come abbiamo avuto modo a suo tempo di raccontare per i nostri lettori,  per protestare contro il vescovo.Una delegazione č stata ricevuta dal prelato che, perņ, pur ascoltando per due ore le loro ragioni, č rimasto irremovibile nelle sue decisioni, non accettando neanche la proposta, avanzatagli in subordine, di congelare il tutto per un anno e affidare la reggenza a don Demetrio. Ne a qualcosa č valso l’intervento presso la Congregazione Orientale del Vaticano.

Intanto mons. Lupinacci  fa incontrare i due papades che firmano una lettera di conciliazione, che verrą poi letta in chiesa , in cui don Mario e don Demetrio  accettano le rispettive cariche di parroco e vice e viene fissato per domenica scorsa l’insediamento del nuovo parroco.

Il vescovo, in cuor suo, sperava che nel frattempo  gli animi si sarebbero calmati. Ma cosģ non č stato.  Una moltitudine di fedeli, infatti,  ha aspettato fuori dalla chiesa che la cerimonia, svolta al cospetto di uno sparuto gruppo, terminasse e quando il nuovo parroco ed il vicario episcopale, l’ archimandrita Donato Oliverio, hanno lasciato il luogo di culto, scortati dai carabinieri, li hanno duramente contestati con sputi, fischi e lanci di monetine.

I fedeli, da quanto si č appreso,  non hanno nessuna intenzione di mollare, vogliono portare fino in fondo il braccio di ferro con il vescovo  per avere come parroco don Demetrio e continueranno nell’astenersi dalla partecipazione ai riti religiosi in chiesa.

 Dal canto suo , Don Mario Aluise – che,  secondo i canoni della Chiesa bizantina ha potuto contrarre matrimonio prima di  essere ordinato sacerdote ed č padre di tre figlie – ha lasciato Santa Sofia  e, sembra, dopo l’indimenticabile “accoglienza”, di essere disponibile a rassegnare le dimissioni da parroco, se dovesse persistere l’attuale atteggiamento dei fedeli sofioti .

Pasquale De Marco

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