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SPAZIO A CURA DI PASQUALE DE MARCO

Un francobollo dedicato al Santuario di Santa Maria delle Grazie di Spezzano Albanese

SPEZZANO ALBANESE – Storico evento filatelico per gli Albanesi di Calabria: le Poste italiane emetteranno, il prossimo 3 aprile, un francobollo dedicato al Santuario di Santa Maria delle Grazie di Spezzano Albanese.

     Si tratta di un francobollo ordinario, del valore di 41 centesimi di euro, appartenente alla serie tematica “Il patrimonio artistico e culturale italiano”.  Tiratura : tre milioni e cinquecentomila esemplari, in monocromia. Stampa in calcografia dell’Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, su carta fluorescente non filigranata. Formato mm 44 x 36. Dentellatura 14. Bozzettista ed incisore: Antonello Ciaburro.

      L’emissione coincide la chiusura dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie, patrona della cittadina.

     Il Lunedì di Pasqua,  coppie di buoi, un tempo più di cento, arano per devozione l’orto della  Madonna, prospiciente il Santuario. E, a lavoro ultimato, si celebra la cosiddetta “messa dei buoi”.

      La Chiesa di Santa Maria , elevata a Santuario Mariano nel 1951, è costruita sui ruderi di un romitorio edificato, nel X secolo, da monaci anacoreti greci che, scacciati dalla Sicilia dagli Arabi, approdano nelle regioni meridionali della nostra penisola.

     Monastero basiliano durante il Medioevo, passa (come si evince da un documento del 1451) ai monaci eremiti di Sant’Agostino della limitrofa Terranova da Sibari  e, agli inizi del 1400, forse a seguito di incursioni saracene, è dagli stessi abbandonato .

     Dopo una cinquantina d’anni, tornata la tranquillità, gli Eremiti vi fanno ritorno dopo averlo restaurato, ma, nel 1535-40, forse per le invasioni di pirati o briganti , abbandonarono definitivamente l’oratorio che ben presto divenne un rudere e fu sommerso dai rovi.

     Dopo qualche tempo, si  insediò nei  pressi dell’eremo, un nucleo di albanesi provenienti dal  vicino casale di San Lorenzo. E  un giorno, la leggenda (ma quanta storia, spesso, è contenuta nelle leggende!) parla di un miracolo.  Il Martedì di Pasqua, due pastorelli, fratello e sorella, mentre pascolano una mandria di pecore, vengono attratti da una forte luce proveniente dal romitorio.

     La luce diventa sempre più grande e splendente e, all’improvviso, in mezzo ad essa appare la Madonna che chiede che in quel posto sia costruita una cappella . E così fu. 

     Da allora,  Maria Vergine viene chiamata Shen Meria e Miscit (Madonna di carne), come ancora oggi viene invocata dal popolo, perché aveva parlato come una  persona umana e perché la statua dà l’impressione di essere una Madonna viva. La Madonna è prodiga di grazie per i fedeli di tutto il circondario e così Le viene attribuito  il titolo di Santa Maria delle Grazie.

      La primitiva cappella - prima sede parrocchiale di Spezzano  fino alla costruzione, nel1607, della chiesa dei Santi Pietro e Paolo - diviene ben presto una chiesa vera e propria. Agli inizi dell’Ottocento è ulteriormente ampliata con l’aggiunta delle due navate laterali .

       L’origine bizantina dell’ edificio sacro si evince dall’orientamento ad occidente del pronao. La facciata neoclassica a timpano triangolare ha un portale in pietra calcarea grigia (1853) preceduto da un portico a tre arcate, protette da artistici cancelli in ferro battuto (1930),  sormontate da altrettante mezzelune con bassorilievi raffiguranti San Pietro, la Vergine con il Bambino e San Paolo.

     L’interno è a tre navate con colonne rivestite di marmi pregiati e la volta è decorata con ovali affrescati.

    Il campanile, risalente alla prima metà del Seicento, è a base quadrata con cupoletta a bulbo in stile arabesco.   

     Negli anni 50  viene addossata al Santuario la Casa del Pellegrino e, due decenni più tardi, sono costruiti, nell’adiacente Orto della Madonna, gli edifici dell’Asilo e delle Scuole elementari.

      Suggestivo il lungo viale a selciato in pietrame locale risalente al 1853.

                                                                           Pasquale De Marco

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