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Gli Arbëreshë della Calabria - SAN DEMETRIO CORONE

SPAZIO A CURA DI PASQUALE DE MARCO

SAN DEMETRIO CORONE: Nuovo look per Piazza Monumento

Nuovo look per Piazza Monumento. Sarà rinnovato, infatti, il volto del salotto buono di San Demetrio Corone.

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Vista da basso

Otto i progetti partecipanti al Concorso  – indetto dall’Amministrazione comunale - per la sistemazione e la qualificazione urbanistica della piazza dedicata ai caduti in guerra e degli spazi attigui (Scalinata di Via Zante, piazzale antistante il Centro di iniziative culturali “Girolamo De Rada” e via Redenzione). Costo dell’intervento: 400 mila euro circa.

Vista dalla salita verso la piazza

La giuria – composta dal sindaco Cesare Marini, dal responsabile dell’Ufficio tecnico comunale geometra Salvatore Bellucci, dall’architetto Terzi della Soprintendenza ai Beni culturali (in seguito alla rinuncia del presidente provinciale dell’Ordine degli architetti) e dall’ingegner Salvatore Lamirata – ha scelto il progetto contrassegnato dal motto “Katundi shihet ka sheshi” (Il paese si vede dalla piazza) redatto dallo Studio Arking di Roma e firmato dagli architetti Maria Luisa Gioffredi, Mario Tartaglia, Susanna Tradate, Modesto Zenca e Carmine Serra originario di San Demetrio Corone.

Vista da dietro

 “L’idea dominante del progetto per la nuova piazza di San Demetrio – si legge nella relazione tecnico illustrativa dello studio Arking – s’identifica con la volontà di affermare e valorizzare l’immagine e la funzione della piazza come luogo di aggregazione in cui riconoscersi e riconoscere la tradizione socio-culturale. Si è quindi voluto ricercare un’immagine forte e unificatrice per tutti e quattro i lotti interessati dal concorso, lavorando sul vuoto e sulle potenzialità ad esso associate, utilizzando cioè le centralità presenti, identificabili negli edifici adiacenti alla piazza e in quelli rientranti nel circuito degli spazi interessati dal concorso”.

Il progetto prevede un percorso – incentrato sulla Chiesa Matrice - che da Piazza Monumento si snoda attraverso un’area verde, lo spiazzale antistante il Centro sociale (che diventerà all’occorrenza spazio espositivo), un piccolo teatro all’aperto con fontana e gioco d’acqua sull’attuale gradinata di via Zante e, infine, la Villa Marchianò.

Vista dalla Chiesa

L’arredo urbano è stato pensato in una “logica non invasiva, ma fatta di elementi puntuali (lampioni, fioriere, sedute e alberi) che sottolineano e arricchiscono il disegno complessivo della pavimentazione in pietra locale con nervature in cotto”.

Assonometria da dietro

 In definitiva – questo l’intento dei progettisti di “Il paese si vede dalla piazza” – una trama articolata, ma anche abbastanza regolare, fatta di geometria, materia, livelli e segni che, intersecandosi tra loro, dialogano e invitano alla vita sociale. Un’occasione, per i cittadini, di riappropriarsi di una parte del paese e identificarsi con un luogo che è di tutti e di ognuno”.

Pasquale De Marco

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