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La Grande Quaresima nella tradizione bizantina

Nella tradizione bizantina, nell’arco dell’anno liturgico vengono celebrate quattro quaresime: la Grande e Santa Quaresima in preparazione della Pasqua, la quaresima di natale, la quaresima dei Ss. Pietro e Paolo (29 giugno), la quaresima della Dormizione della madre di Dio (= Assunzione, 15 agosto).

 Vediamo ora com’è articolata la Grande e Santa Quaresima di Pasqua.

 La pre-Quaresima. Questo tempo comprende tre settimane, racchiuse da quattro domeniche, suddivise in domenica del pubblicano e del fariseo, del figlio prodigo, di Carnevale e dei latticini. Ogni domenica, le letture per la liturgia eucaristica introducono temi propri della Quaresima: l'umiltà, esempi di conversione (figlio prodigo), il giudizio finale (domenica di carnevale), il perdono (domenica dei latticini). Nella domenica di Carnevale inizia l'astinenza dalle carni, invece in quella dei latticini l'astinenza dai prodotti caseari. Nella quarta domenica vengono commemorati tutti i "santi asceti", esempio, per i cristiani, di digiuno e astinenza; la celebrazione è incentrata sulla cacciata di Adamo dal paradiso terrestre, a causa del peccato. Questo per invitare i fedeli alla conversione, difatti, alla fine della liturgia c'è "il rito del perdono", con cui inizia il cammino quaresimale.

 La Quaresima bizantina fa una chiara distinzione tra il sabato e la domenica e tutti gli altri giorni della settimana. Solo nei primi, infatti, c'è la celebrazione eucaristica, fatta eccezione per la festa dell'Annunciazione. Questa scelta è legata alla teologia dei Padri e, a livello 'legislativo', è riassunta nel canone 52 del Concilio in Trullo di Costantinopoli (691/2). Nei mercoledì e venerdì di Quaresima, la Chiesa bizantina celebra la cosiddetta "liturgia dei Presantificati", ossia dei doni consacrati nella liturgia eucaristica della domenica precedente. Nel cammino quaresimale di digiuno, preghiera e solidarietà, viene così assicurata l'eucarestia. Questa liturgia è inserita nella celebrazione del vespro, che viene fatta di solito la sera, dopo un giorno di digiuno. Gesti e testi liturgici invitano al silenzio, alla riflessione, alla prostrazione: l'illuminazione della chiesa deve essere minima, veli devono coprire il tempio e i doni.

Le domeniche di Quaresima sono contraddistinte da due aspetti, entrambi teologici, che risaltano dalla celebrazione domenicale e dai testi della Sacra Scrittura. La prima di Quaresima, detta 'domenica dell'ortodossia', celebra la vittoria sull'iconoclastia e il ristabilimento della venerazione delle icone, l'11 marzo 843. Non si tratta di un mero ricordo casuale: il trionfo dell'ortodossia nell'843 avvenne proprio la prima domenica di Quaresima. Le letture bibliche, così come nella seconda domenica, sottolineano per i catecumeni il tema della fede. La terza domenica, invece, è dedicata alla venerazione della Croce, per questo è anche chiamata “dell'esaltazione della Santa Croce”. Nel sabato, che la precede, la Croce viene portata al centro della Chiesa, dove resta per tutta la settimana, per essere venerata dai fedeli. La Croce non viene vista come luogo di sofferenza, ma di gioia e vittoria. Nelle ultime due domeniche viene proposto l'esempio di due santi asceti: Giovanni Climaco (morto nel 680), abate del monastero del Sinai, e Maria Egiziaca.

L’inno Akathistos è un poema liturgico in onore della Madre di Dio, composto a Bisanzio, forse all’epoca dell’inaugurazione della chiesa di Santa Sofia (= la Divina Sapienza) oppure in occasione della liberazione della città dal culto dei pagani; alcuni studiosi attribuiscono l’inno a Romano il Melode (sec. V-VI). L’inno è chiamato “Akàthistos” perché viene recitato stando in piedi di fronte all’icona della Madre di Dio. Viene inneggiato il mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio, Gesù Cristo, nel grembo di Maria. Subito l’inno divenne popolare ed in Oriente ha l’importanza che ha il Rosario in Occidente. Nel secolo VIII S. Giuseppe Innografo compose un canone sullo stesso soggetto che si intrecciò con l’inno Akàthistos prendendo la forma di una vera e propria ufficiatura. L’inno viene cantato in modo solenne nei venerdì di Quaresima, ma anche in ogni altra occasione i fedeli sono invitati a pregare con esso la Madre di Dio, specie in preparazione della festa dell’Annunciazione.

Articolo tratto da: http://www.calabriaecclesiamagazine.it/

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