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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
ARBITALIA presenta

EPARCHIA DI LUNGRO

DOCUMENTO FINALE della XVII ASSEMBLEA DIOCESANA

e CORSO DI AGGIORNAMENTO TEOLOGICO VERSO

“IL II SINODO INTEREPARCHIALE COMUNIONE E ANNUNCIO DELL’EVANGELO”

(S. Cosmo Alb. 26, 27, 28 agosto 2004)

           Come consuetudine, nei giorni 26, 27, 28 agosto 2004, si è riunita nella accogliente Casa del Pellegrino in S. Cosmo Albanese l’Assemblea Diocesana, e Corso di aggiornamento teologico, dell’Eparchia di Lungro, giunta alla sua XVII convocazione.

            Il ritmo dei lavori è stato intenso, vedendo alternarsi celebrazioni liturgiche, relazioni, gruppi di studio e momenti opportunamente ricreativi e ricostitutivi dei numerosi partecipanti, sacerdoti, religiose, docenti di religione e laici impegnati nelle Parrocchie e nell’associazione di A.C., sempre accompagnati dalla parola chiarificatrice e dalla presenza confortante del Vescovo, Mons. Ercole Lupinacci.

            Le riflessioni dei Gruppi di studio sono state sollecitate da tre relazioni-guida: la prima, tenuta da Mons. Luciano Bux, Vescovo della Diocesi di Oppido-Palmi, è stata ispirata all’essenza del lavoro sinodale nella sua fase preparatoria e nel cammino in atto, “Chiamati ad essere santi” (Rom. 1,7); tutti i battezzati ricevono dal Signore, che li chiama per nome, una vocazione santa, poiché Lui, che è Santo, li attira tutti alla Sua santità. La vita cristiana si svolge lungo questa divinizzante direttiva, nonostante tutti gli ostacoli e le difficoltà che il mondo le oppone continuamente e in molti modi.

            La Chiesa si impegna a favorire il cammino dei suoi figli verso la santità: i Pastori, i Presbiteri, la Comunità tutta hanno il preciso dovere di operare nella Chiesa a questo esaltante scopo, fiduciosi nell’opera instancabile del Paraclito, Consolatore Spirito di Verità.

            Anche le norme del Diritto Canonico, ha ribadito l’avvocato Giovanni Giuseppe Capparelli nella seconda relazione, hanno l’intento provvidenziale di guidare la Chiesa in questa salita verso il Cielo, indicando alle nostre povere forze terrene le vie della giustizia e della perfezione. È responsabilità di tutti i membri della Chiesa di cooperare volonterosamente perché le norme non restino distaccate dalla vita concreta delle comunità dei fedeli, ma le guidino a compiere consapevolmente ciò che il Signore chiede loro.

            Nella terza relazione, sui Rapporti interrituali, il Protopresbitero Antonio Bellusci ha inquadrato articolatamente la situazione dell’Eparchia dal punto di vista rituale: nel tempo la pratica del rito bizantino è stata variamente mutata dagli eventi, in quelle comunità di origine albanese in cui il rito dei padri è stato, più e meno traumaticamente, sostituito da quello romano, così come in quelle in cui il rito bizantino è stato ripristinato.

            Un’attenzione particolare è stata dedicata dall’oratore alla ricerca delle affermazioni sinodali, più e meno recenti, delle Diocesi calabresi per le presenze albanesi al loro interno, sia come ricchezza storica e spirituale, sia come regolamentazione delle attuali relazioni fra Chiese sorelle.

            Tutte le relazioni hanno suscitato un vivo dibattito generale in sala ed un partecipato contributo dei presenti nei gruppi di studio che si sono regolarmente riuniti al termine di ciascuna di esse.

            Dalle relazioni dei singoli gruppi, comunicate all’Assemblea e discusse nella riunione conclusiva, così come da tutto l’insieme dei lavori assembleari, emergono con evidenza i seguenti punti di riflessione, che danno valore e significato al presente.

 

DOCUMENTO FINALE

 

1. La comune vocazione alla santità viene alimentata nella quotidianità della vita dalla partecipazione alla liturgia nell’arco continuativo dell’anno liturgico e dall’adesione volenterosa ai modelli di santità della nostra tradizione.

2. La liturgia, nelle sue molteplici manifestazioni caratterizzanti il nostro rito, richiede un’instancabile opera di chiarificazione al popolo di Dio dei valori simbolici e mistagogici di cui è portatrice, affinché sia sempre più perno e sostegno della vita di fede di ciascuno e dell’intera comunità.

3. Le comunità dei fedeli chiedono ai sacerdoti di essere orientate ad una coerente ed uniforme fedeltà alle norme canoniche, di per sé ispirate ad una profonda azione di carità.

4. Si chiede, in particolare, un’attenzione speciale al problema delicato della ascrizione alla Chiesa per il bambino inferiore ai 14 anni.

5. Nei rapporti con i fratelli di rito romano, all’interno e all’esterno della Diocesi occorre usare sia la dovuta sensibilità umana, sia la necessaria chiarezza dottrinale e canonica, per il bene reale dell’unica Chiesa di Cristo.

6. Si ritiene importante il cammino di catechesi-mistagogia sacramentale, in particolare per il matrimonio ed il suo significato determinante di piccola Chiesa o Chiesa domestica.

Alla conclusione si sottolinea con compiaciuta soddisfazione la progressiva, effettiva, maturazione e responsabilizzazione ecclesiale dei fedeli in seguito alla partecipazione attiva e convinta alle Assemblee diocesane annuali.

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