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NOTIZIE DALL' EPARCHIA DI LUNGRO

La Caritas diocesana inaugura il primo centro d’ascolto

 

         Il 27 dicembre a Firmo la Caritas diocesana ha inaugurato il primo dentro d’ascolto dell’Eparchia di Lungro con un convegno che si è tenuto nell’ex convento dei Domenicani.

         Il Vescovo di Lungro, mons. Ercole Lupinacci, citando alcuni passi del Vangelo, ha detto che una caratteristica del rapporto che Gesù subito instaurava con le persone che incontrava era proprio quella dell’ascolto; parlando degli operatori il Vescovo ha detto che qualità loro principale è la santità. P. Antonio Trupo, direttore della Caritas diocesana, ha esposto il ruolo della Caritas ed ha parlato del centro d’ascolto come impegno di tutta la comunità ecclesiale; ha sottolineato l’importanza dell’ascolto del prossimo, in una società poco disposta ad ascoltare; compito della Caritas diocesana resta quello di creare un gruppo di animatori. E’ intervenuto il diacono Pietro Lanza, coordinatore del centro d’ascolto, esponendo la situazione locale,  sottolineando due punti importanti per il centro: la presenza di immigrati albanesi e la dimensione personale dell’ascolto dell’altro. E’ toccato a Domenica Martino, animatrice del  centro, spiegare l’iter di realizzazione del centro. Sono seguite le relazioni del Dr. Marco Iazzolino, responsabile dell’Ufficio Formazione della Caritas Italiana, di don Giacomo Panizza, fondatore della comunità Progetto Sud di Lamezia Terme e Presidente della Fondazione FACITE; ha concluso i lavori il Dr. Francesco Morelli, Dirigente Generale dei Servizi Sociali della Regione Calabria e Capo di Gabinetto della giunta Regionale.  Il Dr. Iazzolino ha detto che la carità ha bisogno di fantasia per poter esprime la speranza; il centro d’ascolto deve essere un luogo non fisico, bensì virtuale che deve situarsi all’interno di una comunità accogliente; deve prendersi carico delle situazioni; deve accogliere, ascoltare, orientare, coinvolgere la comunità. Don Panizza ha detto che è importante ascoltare “oggi”, cioè in tempo utile, i bisogni, i desideri, le attese del “povero”. Agli operatori ha raccomandato di far lavorare tutti i sensi per conoscere meglio la realtà che viene incontro. Bisogna imparare a vedere la persona nella sua globalità e non solo il bisogno espresso. L’ascolto porta alla domanda, giungendo poi alla risposta che deve essere costruita insieme alle persone, mai preconfezionata. Ha terminato la sua relazione ricordando che ogni persona che inizia a frequentare il centro diventa una risorsa per il centro stesso. Infine il Dr. Morelli ha definito il centro d’ascolto un punto di solidarietà molto importante perché vi opera la Chiesa. Il piano sociale regionale prevede di mettere in rete tutti i punti sociali di solidarietà. Compito di un punto di solidarietà è quello di vincere la fatica di vivere. Ha concluso il suo intervento augurando agli operatori di essere intrepidi e coraggiosi.

         Il centro d’ascolto è aperto ogni lunedì dalle 16,00 alle 19,00 (Caritas diocesana: tel. 0981-947233).

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