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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

LA FESTA PATRONALE DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

La festa patronale a Spezzano si celebra nei tre giorni di domenica lunedì e martedì di Pasqua. Si tratta del culto della Madonna delle Grazie, le cui origini si perdono nella notte dei tempi e la storia si confonde con la leggenda.  La rudimentale originaria cappella che i primi profughi albanesi insediatisi nella zona dal 1470 in poi, dedicarono alla Madonna Regina (una statua inamovibile in muratura, di fattura bizantineggiante ritrovata nel bosco dopo secoli di abbandono), venne successivamente ingrandita e abbellita fino ad assurgere nel 1951 a dignità di Santuario Mariano grazie anche all’impegno profuso da Don Francesco Gullo, l’ultimo arciprete spezzanese morto nel 1983. Nel 2002 l’Ente Poste, emettendo un francobollo commemorativo nell’ambito della serie “Il patrimonio artistico e culturale italiano”, ha ancor più accreditato l’alto valore del sacro tempio, già tutelato dalla Sovrintendenza provinciale.

La festività religiosa che richiama fedeli anche dai paesi circostanti, al di la delle consuete celebrazioni tipiche, si caratterizza ancora oggi per la cosiddetta “aratura dell’orto della Madonna” fatta con aratri meccanici al posto dei buoi che tiravano gli aratri del passato, e per la celebrazione, lunedì 17 alle ore 10,30, di una santa messa secondo il rito greco bizantino che quest’anno  verrà officiata dal neo papas di Eianina, Vincenzo Carlomagno. La solenne concelebrazione del martedì sarà come sempre presieduta dal Vescovo della diocesi di Rossano-Cariati, Monsignor Andrea Cassone. Seguirà nel pomeriggio la processione effettuata con una statua realizzata nel 1789 dall’arciprete del tempo don Antonio Fronzini, che si richiama alle fattezze di quella inamovibile.

La presenza del papas, per il quinto anno consecutivo rappresenta ormai una piacevole consuetudine per i fedeli spezzanesi che hanno forzosamente perso il rito bizantino nel lontano 1668 alla morte, avvenuta nelle segrete del castello di Terranova da Sibari, dell’allora papas don Nicola Basta, anche per opera del principe Vincenzo Spinelli di Tarsia. L’ecumenismo di cui oggi la chiesa cattolica è portatrice, vieppiù nei confronti del rito bizantino che riconosce pienamente la funzione del Papa di Roma quale capo della chiesa universale, permette di dare una lettura meno drammatica delle pur tragiche vicende storiche che all’epoca lacerarono e divisero a Spezzano i cittadini e le loro coscienze, al punto che ancora mezzo secolo dopo il Vescovo bizantino Felice Samuele Rodotà, parlando dell’evento, affermava che «il rito in Spezzano fu cambiato con sangue e rumor di catene».

Raffaele Fera

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