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Shtėpia e Arbėreshėve tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

LA LITURGIA BIZANTINA AFFASCINA ANCORA

SPEZZANO ALBANESE – A 338 anni dalla perdita dell’antico rito dei padri, la liturgia greco bizantina affascina ancora i fedeli di rito latino di Spezzano albanese. Ad ascoltare la santa messa celebrata dal vicario di Acquaformosa e vice parroco di Frascineto, il papas Vincenzo Carlomagno, nell’ambito delle festivitą legate alla Madonna delle Grazie, patrona del centro arbėreshe, c’era una gran folla di fedeli che, pur non comprendendo il greco liturgico, ha avuto come una istintiva propensione verso un rito che assieme alla lingua, ai costumi e tutto il complesso di valori che rimandano all’albanesitą dei tempi di Skanderbeg, contraddistinguono a tutt’oggi gli arbėreshe della diaspora.

L’iniziativa promossa per il quinto anno consecutivo dal rettore del Santuario, Padre Lorenzo Bergamin, si inserisce nel solco dell’ecumenismo di cui oggi la chiesa cattolica č portatrice, vieppił nei confronti del rito bizantino che riconosce pienamente la funzione del Papa di Roma quale capo della chiesa universale.

Il riconoscimento della piena validitą della funzione religiosa anche per i praticanti il rito latino, č avvenuto con la massiccia partecipazione dei fedeli all’eucaristia che ha coinvolto la quasi totalitą dei fedeli. Papas Carlomagno coadiuvato nella sacra funzione da un gruppo di cantori giunti apposta dalla vicina Eianina, ha pronunciato un’omelia interamente incentrata sulla Pasqua concludendo: «Christos anesti, alithos anesti; Cristo č risorto, č veramente risorto; Krishti u ngjallė, vėrteta u ngjallė».

Un informale sondaggio esperito all’uscita dal santuario, testimonia l’amarezza della perdita del rito greco bizantino a cui tanti guardano ancora oggi con la segreta speranza che si possa avverare a Spezzano quello che venne impedito nel 1919, alla costituzione dell’eparchia di Lungro: il ritorno o quanto meno la compresenza dei due riti. Qualcuno azzarda: «Basterebbe raccogliere un buon numero di firme di fedeli che vogliono ripristinare il rito greco bizantino e con la benevolenza del nuovo arcivescovo di Rossano, l’evento potrebbe avverarsi. Del resto l’attuale chiesa dedicata a Santa Maria di Costantinopoli, sembra fatta apposta per accogliere i nuovi fedeli e la sua facciata guarda ad Oriente».

Raffaele Fera

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