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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

SAN BASILE IN DVD

L’opera curata dallo sportello linguistico

Ricercare, recuperare, semplificare e poi filmare, ridurre, assemblare e ancora intervistare, fotografare, presentare e tanto, tanto lavoro ancora per una sola cosa: amare. Amare il proprio paese, la propria storia, la propria etnia e perpetuarne la memoria, valorizzarne i contenuti, tramandare i volti dei luoghi e delle persone; insegnare alle generazioni che verranno con altri mezzi le stesse cose: chi siamo, da dove veniamo, cosa vogliamo.

Ebbene, la responsabile dello sportello linguistico di San Basile, Maria Laurito, con  la collaborazione di Nicoletta Bellizzi e Marino Pace, ha fatto tutto ciò e tanto di più. Ha impegnato la sua passione e la sua cultura per regalare a se stessa, oltre che a tutti noi, arbëreshe e “lëti” indistintamente, un piccolo capolavoro, un esempio da seguire, racchiudendo in un dvd tutto ciò che è necessario sapere sulla comunità arbëreshe di San Basile. Un lavoro professionale sia per quanto riguarda i contenuti che le tecniche adottate, portato avanti con pazienza certosina, che denota il senso dell’appartenenza alla storia e alla cultura arbëreshe. Non un lavoro come un altro, quindi, ma un profondo compenetrarsi nelle vicende come nelle persone, nei luoghi come negli strumenti tipici delle arti e dei mestieri, nelle musiche, nei canti, nei balli, nei cibi. Un insieme omogeneo fra tre elementi: i testi, le immagini, l’audio (musica e parole) che tracciano un quadro nitido di una comunità sospesa fra cronaca e storia, fra nuove opportunità e antichi contenuti di una cultura materiale che continua a permeare il quotidiano, fornendo nuova linfa ai valori di una cultura primigenia che resiste indomita alla massificazione che la società consumistica di stampo occidentale ha massicciamente operato a partire dalla seconda metà del secolo scorso.

La presentazione al pubblico di casa e all’intellighenzia arbëreshe che non si è voluta sottrarre a questa significativa occasione, è avvenuta il 10 dicembre 2005 presso la locale scuola media. Dopo una breve prolusione del sindaco Angelo Pugliese, committente per conto dell’amministrazione comunale del progetto realizzato dallo sportello linguistico, hanno avuto inizio i lavori presieduti e coordinati dall’assessore Dina Filardi. Erano stati chiamati a dare il loro contributo di idee il prof. Tullio Romita, docente di sociologia del turismo presso l’ateneo calabrese, il prof. Domenico Morelli, presidente dell’associazione “Confemili” (Comitato Nazionale Federativo Minoranze Linguistiche d’Italia) e il giornalista e scrittore prof. Pierfranco Bruni, Coordinatore Generale del progetto “Minoranze etnico – linguistiche del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Le conclusioni erano riservate all’autrice prof. Maria Laurito.

Nei loro interventi, Romita e Morelli, hanno eviscerato le potenzialità che senz’altro esistono anche in un piccolo centro arbëreshe come San Basile, incastonato in una realtà socio – economica in fermento. Un patrimonio di idee, storia, cultura, tradizioni, religione; di aspetti ambientali e naturalistici; architettonici e urbanistici, ma anche di carattere artistico, musicale eno-gastronomico e di una cultura materiale che con le sue peculiarità determina in maniera inequivocabile l’appartenenza ad una etnia capace di ritrovare nella valorizzazione delle proprie radici, nuovi stimoli di crescita.

Tutto ciò passa anche attraverso la valorizzazione della lingua madre e quindi, in ultima analisi, attraverso la scuola grazie alla legge 482/99 di tutela delle minoranze linguistiche storiche.

Nel suo intervento giunto per via telematica, causa altri concomitanti impegni istituzionali, il prof. Bruni, evidenziando il valore della ricerca effettuata dalla Laurito, esalta l’unicità della cultura arbëreshe come il portato di una «identità mediterranea che ha saputo intrecciare istanze culturali  e storiche di due civiltà ben precise: orientale e occidentale. Nel lavoro di Maria Laurito tutto ciò è testimonianza non solo di ricerca, ma di un sapere che non smette di essere introduzione al futuro. Dalle immagini del paese,, alle tradizioni, alle feste religiose, alle chiese, alla gastronomia, si crea un processo che non è solo di immagini ma di sentire fatto di anima e di memoria… Questo lavoro cesella un’interazione tra la storia del paese e la civiltà che questo stesso paese manifesta. Qui il sapore dell’etnia ci offre una ricchezza che è bagaglio di una civiltà nella quale questi popoli sono una garanzia per la difesa del territorio». E più oltre: «San Basile è un paese protagonista nella storia di questa comunità, ecco perché non può dimenticare il suo ruolo culturale e antropologico e deve poter stabilire un raccordo con quelle altre etnie alla luce di un approfondimento sulle varie entità».

Ai ringraziamenti della prof. Laurito per tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, in primis l’amministrazione comunale che ha distribuito gratuitamente copia del dvd a tutti i partecipanti al convegno, e quindi per gli altri due componenti lo sportello linguistico, Bellizzi e Pace, è seguita una vera performance canora da parte della piccola Anastasia Vicchio, che con voce flebile dalle cadenze squisitamente arbëreshe, vestendo il llambadhor tipico del luogo, ha interpretato la canzone “Angelo”, su testo della stessa prof. Laurito e musica dei fratelli Francesco, Cosimo e Damiano Scaravaglione, noto gruppo vocale e strumentale di Spezzano Albanese, paese di origine della stessa prof. Laurito.

Raffaele Fera

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