ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëvet të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
Lajme ka Ferma / Notizie da Firmo
 

FIRMO 2 MAGGIO

GRANDE FESTA PATRONALE SANT’ATANASIO IL GRANDE

DITA JOTË

Ferma ju pret

FIRMO 2 MAGGIO 2007

GRANDE FESTA PATRONALE

MEMORIA DI SANT’ATANSIO IL GRANDE

COLONNA DELL’ORTODOSSIA

In processione guidati dal nostro parroco

vestiti nel nostro splendido llambadhor per il senso pieno della festa per le strade del paese chiedendo pace, diritta via e vita santa, vi aspettiamo

Solenne Divina Liturgia in rito bizantino al mattino alle ore 10,30, celebrata dal parroco rev. papàs Mario santelli, valente iconografo ed esperto di Teologia morale,

Nel pomeriggio alle 17,30 dopo il Vespro si terrà la Solenne processione per le vie del paese. Nella processione gli adulti di Azione Cattolica e di altri movimenti ecclesiali e culturali porteranno l'effige del santo padre, vestiti nel costume tradizionale arbreshë. Le adulte di Azione cattolica, capeggiate dalla validissima presidente, l’imprenditrice Margherita Viafora, instancabile operatrice della Caritas Diocesana, nonchè impegnata a tutto tondo nelle attività parrocchiali, sfileranno davanti al patrono a significare la gratitudine per la protezione del dottore di Alessandria, ed impetrarne l'aiuto nella azione sociale ed ecclesiale che coordinata dal parroco, viene portata avanti, come ci spiega la signora Margherita. Avanti a tutti i bambini dell'ACR anch'essi nei loro piccoli costumi lambador, appositamente fatti approntare.

Il legame tra Sant'Atanasio e le popolazioni italo-albanesi è molto forte. Questo santo è venerato oltre che a Firmo, a Santa Sofia, a San Giacomo di Cerzeto, a Roma nella chiesa di via del Babuino, accanto al collegio Greco, e pare che la prima chiesa degli Italo Albanesi di Falconara albanese fosse dedicata a lui.

Atanasio di Alessandria - (295-373) Nato ad Alessandria, Atanasio, dopo aver accompagnato il suo vescovo Alessandro al Concilio di Nicea[1][1] del 325, fu eletto vescovo nel 328 e spese tutte le sue energie nella lotta all’arianesimo, che tra l’altro lo oppose ad Eusebio di Cesarea e gli costò più volte l’esilio: infatti, fu dapprima esiliato in Gallia da Costantino, nel 335, per tornare ad Alessandria due anni dopo, alla morte del sovrano. Cacciato nuovamente nel 339, si rifugiò presso il papa Giulio I, ritornando nella sua diocesi nel 346, ma gli ariani ripresero la polemica contro di lui, riuscendo a farlo estromettere dai concili di Arles (354) e di Milano (355), giungendo anche ad imporre la sua cattura, cui Atanasio sfuggì andando in esilio fino al 362. In questa data fu richiamato dall’imperatore Giuliano, che in seguito lo scacciò, in conformità al suo programma di restaurazione pagana. La complessa parabola di Atanasio non era però finita: restituito alla sua sede nel 364 da Gioviano, successore di Giuliano, il vescovo fu esiliato per la quinta volta (365) da Valente, succeduto a Gioviano pochi mesi dopo e favorevole all’arianesimo, che però dovette richiamarlo dopo quattro mesi su unanime acclamazione degli alessandrini. Da questo momento, Atanasio collaborò con il papato e la Chiesa d’Occidente per combattere le infiltrazioni ariane, fino alla morte, avvenuta nel 373.

1. Scrive Contro i Pagani, Contro Costanzo, Apologia contro gli ariani, Discorsi contro gli ariani (I-III), Sui decreti del Concilio di Nicea, Storia degli ariani scritta per i monaci, Sui concili celebrati a Rimini in Italia e Seleucia in Isauria, Sull’incarnazione contro gli ariani. La Vita di Antonio con cui inizia la grande vicenda del monachesimo orientale e che grazie a Atanasio Sarà conoscita in Occidente

Atanasio si propone di confutare l’eresia ariana in base alla retta interpretazione delle Scritture, invocata dallo stesso Ario per negare la consustanzialità del Verbo e del Padre. Atanasio non solo afferma tale consustanzialità, ma la estende allo Spirito Santo, giungendo ad affermare definitivamente il dogma della Trinità, in conformità a quanto affermato nel Concilio di Nicea.

In queste opere Atanasio mostra i segni della concitazione in cui nacque la disputa anti-ariana, con uno stile rozzo e disadorno cui però compensa l’efficacia dell’argomentazione. L'incaricato del Meic della Eparchia di Lungro, ritiene essenziale il ritorno ai padri per vivere in modo corretto le sfide attuali. Chi meglio di un santo che giocò la sua vita di uomo e di teologo sull'unica cosa vitale per i credenti chè è la natura del Cristo, in un momento di inflazione di spinte esoteriche di chiara, bassa marca commerciale, la memoria di un padre che proprio la sua travagliata vicenda di uomo rende particolarmente vicino al disagio dell'uomo moderno, un disagio disagio che si può combattere con la bellezza e la fierzza di un'appartenenza e l'afferrarsi alla tradizione, non come momento di chiusura e difesa, ma come unica risorsa possibile ad alimentare il respiro dellavita, che nella Pasqua recente è stata fatta ancora scaturire dal Risorto.

Ci dicono i rappresentanti dell’Azione cattolica e del Meic che Sant’Atanasio, padre orientale proprio per i suoi rapporti con l’occidente è segno e simbolo della straordinaria esperienza ecumenica della Eparchia di lungro che vive la spiritualità orientale in occidente, a volte purtroppo circondata dall’indifferenza e insensibilità e ottusità di istituzioni che tendono ad annullare piuttosto che evidenziare e valorizzare questa luminosa realtà di unità e bellezza.

Kikina Martino

dita jote, gaz na sill…

ac S. maria Assunta in cieloFirmo

priru / torna