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LA CALABRIA SETTENTRIONALE NEL MEDIOEVO. GLI INSEDIAMENTI MONASTICI A FRASCINETO E NEL TERRITORIO DEL POLLINO

“La Calabria settentrionale nel Medioevo. Gli insediamenti monastici a Frascineto e nel territorio del Pollino”

“E’ necessario che le istituzioni si adoperino nel riportare la chiesa basilicale di S. Pietro a Frascineto al suo originale splendore”. Ha aperto così i lavori l’Assessore alla Comunità Montana del Pollino Pietro Armentano, dell’incontro studio tenutosi sabato 9 Aprile presso la sala consiliare del Comune di Frascineto e voluto dalla locale Amministrazione. 

La comunità di Frascineto e non solo, ha continuato Armentano, non può perdere un patrimonio storico-culturale di tale portata ed è solo trovando forti sinergie tra istituzioni, università e serie professionalità del settore, che sarà possibile evitare “scempi di restauro” che hanno completamente, ma non definitivamente, deturpato la struttura negli anni scorsi.

Attilio Vaccaro, ricercatore dell’Università della Calabria, nella sua relazione ha tracciato il quadro socioeconomico del territorio calabro settentrionale nel periodo che intercorre tra il tardo medioevo e l’età moderna; una condizione sociale ed economica, ha continuato Vaccaro, fortemente influenzata dal potere signorile esercitato dai vescovi, che basavano il loro sostentamento interamente sulla riscossione dei dazi e su rigidi statuti che regolavano non solo i rapporti episcopali ma anche quelli giuridici ed economici. Gli stessi statuti emanati nel 1491 tra la diocesi e le comunità albanesi che, in cambio del diritto di insediamento furono costretti a versare decime su tutte le attività produttive, nonché ad attenersi a rigide costrizioni come il divieto alla vendita senza licenza di prodotti agricoli e della pastorizia  a forestieri.

“Un monachesimo di pionieri” è per il prof Gaetano Passarelli dell’università Roma 3, quello italo greco intercorso tra il  IX e X sec in Calabria. Studiando la vita di S. Nilo è stato possibile ricostruire i suoi percorsi e le strutture incontrate lungo il suo cammino. È possibile, continua Passareli, ipotizzare con riferimento a questi studi, una originaria struttura a croce greca della chiesa di S.Pietro a Frascineto, mentre per l’antico asceterio basiliano della Madonna di Lassù, sarebbero necessari lavori di scavo prima di esprimere qualsiasi ipotesi storico strutturale. L’ipotesi di monaci Siriani e quella che vede S. Pietro come l’originario monastero di S. Fantino, per quanto ai giorni nostri non verificabili, rimangono solo delle ipotesi.

L’ispettore agli studi prof Gianluigi Trombetti nel riprendere il “Noviter Costructa” documento risalente alla metà del 600’, presente presso la biblioteca pubblica di Castrovillari, ipotizza per S. Pietro una struttura a quadrifoglio probabilmente absidale mentre per l’asceterio posto al di sotto del Timpone del Corvo, viene indicato dal antico reperto, di proprietà del clero di S. Maria del Castelloe rivolta al culto di S. Maria delle Armi.

Carlo Pellicano
Operatore Sportello Linguistico Comunale

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