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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

IBRAHIM KODRA. L’ARTISTA CHE RITROVÒ LA SUA PATRIA

Ritrovò la sua patria il noto cubista albanese; la ritrovò nell’Arberia, tra le piccole comunità  del meridione d’Italia e tra la gente  che da sempre lo ha voluto accogliere e ospitare. Ritrovò l’Albania, quella antica di Scanderbeg, nel lontano 1983 a Frascineto, quando, per la prima volta, venne ospitato dalla neonata Pro-Loco “V. Dorsa” di Frascineto insieme alle sue incantevoli opere.

Dopo 23 anni la comunità di Frascineto ha voluto rendere omaggio al noto cubista, scomparso lo scorso 7 febbraio, dedicandogli una personale di pittura e un seminario di studi, tenutosi  sabato 15 aprile presso la sala consiliare del municipio, in occasione dell’apertura della kermesse di manifestazioni dedicata alla Pasqua degli Italo-Albanesi  che terminerà ad Eianina il prossimo 30 aprile.

Tanti i testimoni  intervenuti durante la serata. Il prof. Tommaso Ferrari, che nel lontano ’83 ricopriva la carica di Sindaco del comune di Frascineto, ha voluto ricordare come tutta la cittadinanza, in quella occasione,  rimase  incantata non solo dall’espressione artistica ma sopratutto di quella umana del maestro. Papàs Bellusci, direttore della rivista Lidhja, ha spiegato come la finezza di ingegno di Kodra ed il carattere riflessivo, sia tipico degli scutarini (cittadini di Scutari-Albania) da sempre custodi di una tradizione industriale e di rapporti commerciali con il resto dei balcani e buona parte dell’Europa.

Francesco Fusca, noto poeta di Spezzano Albanese, che vanta numerose collaborazioni con il maestro Kodra, ha voluto ricordare la sua figura tra le rime di una commovente poesia, espressione di una antica amicizia e stima che ha prodotto, oltre che a numerosi interventi del maestro tra gli arbëresh d’Italia, una serie di opere  e pubblicazioni.

Pietro Armentano, ass.re alla cultura della Comunità Montana del Pollino, riprendendo le testimonianze, anche prestigiose come quella di Umberto Eco, ha presentato una inedita e simpatica immagine del pittore, giovane atleta albanese che raggiunse l’Italia per una gara di giavellotto senza mai più abbandonarla. Amante dell’arte e delle nuove forme di sperimentazione, frequenta l’Accademia di Brera, immerso in un ambiente di libertà artistica ma soprattutto umana che gli permetterà nel corso degli anni di emergere non solo come artista ma anche e soprattutto, nella sua stravaganza innata, come quel “uomo primitivo prestato alla nuova civiltà” che tutti abbiamo imparato a conoscere.

Anche nella testimonianza del giornalista Pasquale De Marco viene rimarcata  la figura di un uomo umile, di piccoli gesti e poche  parole. La natura come punto di partenza della sua arte, un ‘arte che scompone le forme e le iconizza in quel uomo totem, da sempre vero protagonista dell’espressione cubista di Kodra.

Settimio Ferrari, critico d’arte e giornalista, ha spiegato come nell’arte di Kodra avviene  una sorta di trasposizione, in immagini semplici e lineari, delle elaborazioni mentali dell’uomo. Durante la serata, il maestro Giuseppe Maradei ha recitato una serie di poesie in memoria di Ibrahim Kodra. La personale di pittura rimarrà aperta presso l’ex palazzo municipio in P.zza Scanderbeg, tutti i giorni fino al 30 aprile.

Carlo Pellicano

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