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PRESENTATO A URURI IL
DIZIONARIO ITALO ALBANESE
di Antonio Frate
“Come Virgilio per
Dante, così Guido Tartaglione è stato per gli arbereshe. Perché con le sue
opere non ha aiutato sé stesso ma ha illuminato il cammino di chi lo
seguiva“. Questo è uno dei tanti commenti che hanno salutato l’autore del
fialor arbereshe i mulizit,
il dizionario italo albanese nella parlata di Ururi e Portocannone,
scritto in collaborazione con la d.sa Maria Luisa Pignoli. Presso la Sala
Aurora di Ururi erano in tanti il 22 settembre ad ascoltare la
presentazione di un testo miliare per le comunità albanofone del Molise.
Sul palco dei relatori figuravano, oltre agli autori, Luis De Rosa
presidente della locale SHOQATA KULTURORE, il responsabile dello sportello
linguistico di Casalvecchio di Puglia, e accademici del calibro del prof.
Francesco Altimari docente di lingua albanese all’Università della
Calabria e del prof. Walter Breu filologo e docente di slavistica presso
l’Università di Costanza in Germania. Come si legge nella prefazione la
raccolta lessicale comprende 6.000 lemmi che non sono un semplice
glossario. Infatti ogni lemma è corredato da espressioni idiomatiche di
significati figurati e di proverbi che ne fanno “lo scrigno della
saggezza” delle rispettive comunità. Cosa assai preziosa è l’allegato CD
ROM come strumento di lessico visuale dove è possibile ascoltare anche la
pronuncia di alcune parole. Questo dizionario è la risposta all’azione
scientifica portata avanti dalla sezione di Albanologia del Dipartimento
di Linguistica dell’Università della Calabria ed offre così un sostegno
didattico per l’insegnamento della lingua di minoranza. Il prof. Altimari
ha chiosato il suo interevento citando quanto ebbe a rispondere anni
addietro a chi gli chiedeva dell’utilità di una attività scientifica
dedicata alla tradizione passata “La tradizione è alimentare il fuoco e
non venerare le ceneri”. |