Lambasciatore croato, Sua Eccellenza Drago Kraljevic, č in Italia
dal febbraio 2000 subito dopo la svolta democratica della giovane
Repubblica di Croazia. A settembre di questanno ha concluso il suo
mandato. Durante la sua missione molti passi in avanti sono stati
fatti tra i due Stati. Passi significativi anche in tema di tutela
delle minoranze, sia quella croata in Italia sia quella italiana in
Croazia. Ma anche gli arbereshe del Molise lo ricorderanno con
affetto per la sua presenza nella Regione che ospita le due
minoranze di origine balcanica. Con questa ampia intervista concessa
ad Arbitalia si congeda dal nostro Paese. Ai tanti ringraziamenti
che ha giustamente ricevuto, voglio aggiungere i miei personali
perché č grazie a lui, alla sua preparazione, alla sua disponibilitą
che ho avuto modo di conoscere e far conoscere molti aspetti della
nostra storia spesso trascurati dalla storia e dalla cronaca
ufficiale. - A. Frate-
Eccellenza, dopo 5 anni il suo
mandato č giunto al termine. Quali sono
le novitą principali che, in questo arco di tempo, hanno segnato i
rapporti
tra Italia e Croazia?
Nel
corso di questi quattro anni e mezzo sono successe molte cose, non
e' semplice sottolineare le piu' importanti.
Ma vista l'occasione,
vorrei farne notare alcune.
In primo luogo, l'Italia
non solo ha mantenuto il primo posto nella cooperazione commerciale
con la Croazia, ma ha anche fortemente consolidato nel 2004 quella
posizione. Quando con mia moglie Eda sono arrivato in Italia alla
fine di dicembre 2000, il totale scambio commerciale con l'Italia si
aggirava intorno a 2 miliardi di dollari. Dopo quattro anni e mezzo,
con piacere posso dire che quello scambio sia piu' che raddoppiato;
cosi' adesso supera la cifra di 4,7 miliardi di dollari. I dati
relativi al primo semestre di quest'anno, confermano tale tendenza
positiva dello scambio. Vorrei altrettanto sottolineare anche il
fatto che la copertura dell'importazione con la nostra esportazione
in Italia nel 2004 era del 64,6% circa (senza turismo). Questo e' un
buon risultato per le nostre condizioni, tenendo presente che la
Croazia nel suo scambio con l'estero, con la propria esportazione
"copre" cca. il 48% dell'importazione.
Per quanto riguarda il
quadro giuridico poltico tra i Italia e Croazia, ci sono novitą in
tema di Trattati che regolano le realzioni?
Sģ e questa č un'altra
novita' da sottolineare. Sono stati sottoscritti nuovi 14 accordi e
protocolli, importante perchč con ciņ e' stato completatoil
precedente per cooperare in tutti i settori. Ottimi rapporti
bilaterali tra la Croazia e l'Italia nel periodo passato sono stati
segnati anche da un grande numero di incontri e accordi di
cooperazione tra le citta' nostre e quelle italiane, tra le Contee e
le Regioni, tra le Camere di Commercio, le Universita', Associazioni
varie. Le distanze tra i due paesi sono state facilitate con
l'introduzione di una decina di collegamenti marittimi nuovi tra le
due sponde dell'Adriatico; e' in continua crescita il numero di
turisti italiani in Croazia ecc. Vorrei anche sottolineare che
l'Italia ha sempre appoggiato fortemente le nostre ambizioni per la
piena adesione all'Unione Europea.
Ai lettori del sito ARBITALIA
interessa sapere quali importanti avvenimenti
si sono verificati per ciņ che riguarda la tutela delle minoranze.
Cominciamo
con la minoranza croata nel Molise.
La collaborazione con le
autorita' italiane e' stata ottima anche in occasione dell'apertura
del Consolato Onorario della Repubblica di Croazia nella Regione
Molise con la sede a Montemitro/Mundimitar, uno dei tre comuni nei
quali vive la minoranza croata autoctona. Mi avvalgo anche della
presente occasione per ringraziare al Governo italiano per aver
mostrato un'alto livello di comprensione per l'apertura di quel
Consolato. Allo stesso modo vorrei ringraziare per l'eccellente
cooperazione: la Regione Molise, la Provincia di Campobasso,
l'Universita' di Campobasso, la Citta' di Termoli e tutti gli altri
che nel corso di questi quattro anni e mezzo hanno mostrato la
sensibilita' per i problemi e per i bisogni dei Croati molisani.
Ringrazio di cuore anche la Redazione della rivista
"Kamastra-Komotre" per la collaborazione che abbiamo avuto.
Quale č stato il Suo specifico
ruolo in questa delicata attivitą di sostegno alla minoranza croata?
Il giudizio sul mio
contributo come Ambasciatore, preferirei lasciarlo giudicare dai
rappresentanti della minoranza croata. Cosi', per esempio, il 27
luglio 2005, quando il Comune di Montemitro/Mundimitar mi ha
conferito il Riconoscimento, il sindaco sig. Sergio Sammartino tra
l'altro ha dichiarato: "...Noi La ricorderemo sempre con amicizia e
con stima sincera. Grazie a Lei ed alla Sua mediazione ai livelli
istituzionali piu' alti, siamo riusciti ad ottenere risultati che
fino a pochi anni fa erano inimmaginabili...L'apertura di un
Consolato croato presso le nostre comunita', il rafforzamento del
Trattato Italo-Croato di tutela delle minoranze linguistiche, fino
ad arrivare ai risultati concreti di oggi che ci consentono mediante
i programmi regionali, di accedere a cospicui fondi comunitari, che
ci permettono di guardare al nostro futuro con molta piu' fiducia e
speranza". Con la stesse parole e valutazioni mi si sono rivolti
anche i sindaci del Comune di San Felice del Molise (Filić) sig.ra
Rosida Norelli e il sig. Enrico Fagnani del Comune Acquaviva
Collecroce (Kruč), in occasione del conferimento di simili
riconoscimenti. Li ringrazio di cuore per le valutazioni esposte,
perche' mi rende davvero felice il passo avanto che e' stato fatto
in quel campo. Ma, non dobbiamo dimenticare che alcune questioni di
particolare importanza per il futuro della comunita' croata nel
Molise, ancora attendono soluzioni di qualita'. In concreto, questo
implica un'impegno finanziario ancora maggiore da parte dei due
paesi, al fine di preservare la lingua, la cultura e delle altre
tradizioni croate in quell'area.
Invece in Croazia, qual č il
livello di tutela raggiunto dalla minoranza
italiana?
Per quanto riguarda la
posizione della minoranza italiana in Croazia, la situazione e'
nettamente diversa, avendo un contesto storico diverso, per cui
sotto molti aspetti non e' possibile paragonarla alla posizione dei
Croati molisani. La minoranza autoctona italiana nel nostro paese e'
piu' di dieci volte numerosa rispetto alla minoranza croata nella
regione Molise.
Ci sono state delle tappe
significative?
Direi di sģ. La questione
della minoranza italiana ha iniziato a risolversi nel 1947, quando
la comunita' internazionale (i vincitori sul nazifascismo dopo il
1945) ha deciso di stabilire nuovi confini in quella parte
dell'Europa. Quella decisione al contempo ha fatto diventare gli
Italiani minoranza nazionale all'interno della Jugoslavia. I loro
diritti all'inizio furono stabiliti dal cosiddetto Statuto speciale
del Territorio libero di Trieste. In seguito, i diritti della
minoraza italiana sono stati allargati anche sull'area al di fuori
del Territorio libero di Trieste (ex Zona B). Dopo la sottoscrizione
del Trattato di Osimo del 1975, la questione della minoranza
italiana veniva risolta in base alle leggi della Federazione di
allora. L'altro momento storico lo abbiamo in seguito alla
proclamazione dell'indipendenza e della sovranita' della Repubblica
di Croazia (1991), la questione della minoranza italiana, viene
risolta in base alle norme della Costituzione croata, della Legge
costituzionale sulle minoranze e delle nuove leggi che il Parlamento
Croato ha emanato dopo la sottoscrizione dell'Accordo bilaterale
sulle minoranze tra la Croazia e l'Italia (1996), e dopo che il
nostro paese ha ratificato la Convenzione Europea sulle minoranze
nazionali e la Carta Europea sulle lingue regionali o minoritarie.
Questo indica il fatto che i diritti delle minoranze in Croazia
adesso sono molto allargati e che continuano a svilupparsi nello
spirito degli standards europei. Proprio per tale contesto storico,
che si differenzia da quello nella Regione Molise, la minoranza
italiana in Croazia oggi ha i propri asili nido, le scuole
elementari, medie e superiori; a Fiume esiste il Dramma Italiano; a
Rovigno c'e' l'Istituto per le ricerche storiche; alle radio
esistono permanenti trasmissioni in lingua italiana, la casa
editrice EDIT di Fiume stampa i libri di testo in lingua italiana,
quotidianamente viene pubblicato il giornale "La voce del Popolo",
mentre i settimanali sono: "Battana", "Arcobaleno", ecc. Il livello
dei diritti raggiunti dalle minoranze-incluso quella italiana in
Croazia, oggi viene spesso citato nelle istituzioni europee quale
esempio positivo.
Per concludere: un suo personale
bilancio.
Il
bilancio e' in ogni caso estremamente positivo. Dal punto di vista
privato: io e mia moglie Eda, abbiamo conosciuto un paese
bellissimo, del quale stimiamo moltissimo la cultura; abbiamo
conosciuto molte persone e trovato nuovi amici. Abbiamo altretanto
avuto l'occasione di conoscere l'eccellente cucina e i vini
italiani, le bellezze naturali di un grande numero delle regioni e
citta' italiane...Siamo convinti che al nostro ritorno in Croazia
sentiremo la mancanza di molte cose. Mi sento soddisfatto anche dal
punto di vista professionale. Oltre agli ottimi rapporti bilaterali
oggi esistenti tra i due paesi amici, grazie all'incarico che ho
svolto, ho potuto dalla prima mano conoscere la politica estera e
nazionale italiana, i massimi esperti e gli abili negoziatori nella
diplomazia; brevemente, molte cose che mi hanno aiutato di
comprendere in modo piu' completo e profondo la sostanza dei nostri
rapporti.