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ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėve tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

Antonio Frate, collaboratore di Arbitalia, intervista l'ambasciatore croato in Italia Sua Eccellenza Drago Kraljevic

 

L’ambasciatore croato, Sua Eccellenza Drago Kraljevic, č in Italia dal febbraio 2000 subito dopo la svolta democratica della giovane Repubblica di Croazia. A settembre di quest’anno ha concluso il suo mandato. Durante  la sua missione molti passi in avanti sono stati fatti tra i due Stati. Passi significativi anche in tema di tutela delle minoranze, sia quella croata in Italia sia quella italiana in Croazia. Ma anche gli arbereshe del Molise lo ricorderanno con affetto per la sua presenza nella Regione che ospita le due minoranze di origine balcanica. Con questa ampia intervista concessa ad Arbitalia si congeda dal nostro Paese. Ai tanti ringraziamenti che ha giustamente ricevuto, voglio aggiungere i miei personali perché č grazie a lui, alla sua preparazione, alla sua disponibilitą che ho avuto modo di conoscere e far conoscere molti aspetti della nostra storia spesso trascurati dalla storia e dalla cronaca ufficiale.  - A. Frate-

Eccellenza, dopo 5 anni il suo mandato č giunto al termine. Quali sono
le novitą principali che, in questo arco di tempo, hanno segnato i rapporti
tra Italia e Croazia?

 Nel corso di questi quattro anni e mezzo sono successe molte cose, non e' semplice sottolineare le piu' importanti.

 Ma vista l'occasione, vorrei farne notare alcune.

 In primo luogo, l'Italia non solo ha mantenuto il primo posto nella cooperazione commerciale con la Croazia, ma ha anche fortemente consolidato nel 2004 quella posizione. Quando con mia moglie Eda sono arrivato in Italia alla fine di dicembre 2000, il totale scambio commerciale con l'Italia si aggirava intorno a 2 miliardi di dollari. Dopo quattro anni e mezzo, con piacere posso dire che quello scambio sia piu' che raddoppiato; cosi' adesso supera la cifra di 4,7 miliardi di dollari. I dati relativi al primo semestre di quest'anno, confermano tale tendenza positiva dello scambio. Vorrei altrettanto sottolineare anche il fatto che la copertura dell'importazione con la nostra esportazione in Italia nel 2004 era del 64,6% circa (senza turismo). Questo e' un buon risultato per le nostre condizioni, tenendo presente che la Croazia nel suo scambio con l'estero, con la propria esportazione "copre" cca. il 48% dell'importazione.

Per quanto riguarda il quadro giuridico poltico tra i Italia e Croazia, ci sono novitą in tema di Trattati che regolano le realzioni?

Sģ e questa č un'altra novita' da sottolineare. Sono stati sottoscritti nuovi 14 accordi e protocolli, importante perchč con ciņ e' stato completatoil precedente per  cooperare in tutti i settori. Ottimi rapporti bilaterali tra la Croazia e l'Italia nel periodo passato sono stati segnati anche da un grande numero di incontri e accordi di cooperazione tra le citta' nostre e quelle italiane, tra le Contee e le Regioni, tra le Camere di Commercio, le Universita', Associazioni varie. Le distanze tra i due paesi sono state facilitate con l'introduzione di  una decina di collegamenti marittimi nuovi tra le due sponde dell'Adriatico; e' in continua crescita il numero di turisti italiani in Croazia ecc. Vorrei anche sottolineare che l'Italia ha sempre appoggiato fortemente le nostre ambizioni per la piena adesione all'Unione Europea.

Ai lettori del sito ARBITALIA  interessa sapere quali importanti avvenimenti
si sono verificati per ciņ che riguarda la tutela delle minoranze. Cominciamo
con la minoranza croata nel Molise.

 La collaborazione con le autorita' italiane e' stata ottima anche in occasione dell'apertura del Consolato Onorario della Repubblica di Croazia nella Regione Molise con la sede a Montemitro/Mundimitar, uno dei tre comuni nei quali vive la minoranza croata autoctona. Mi avvalgo anche della presente occasione per ringraziare al Governo italiano per aver mostrato un'alto livello di comprensione per l'apertura di quel Consolato. Allo stesso modo vorrei ringraziare per l'eccellente cooperazione: la Regione Molise, la Provincia di Campobasso, l'Universita' di Campobasso, la Citta' di Termoli e tutti gli altri che nel corso di questi quattro anni e mezzo hanno mostrato la sensibilita' per i problemi e per i bisogni dei Croati molisani. Ringrazio di cuore anche la Redazione della rivista "Kamastra-Komoštre" per la collaborazione che abbiamo avuto.

Quale č stato il Suo specifico ruolo in questa delicata attivitą di sostegno alla minoranza croata?

Il giudizio sul mio contributo come Ambasciatore, preferirei lasciarlo giudicare dai rappresentanti della minoranza croata. Cosi', per esempio, il 27 luglio 2005, quando il Comune di Montemitro/Mundimitar mi ha conferito il Riconoscimento, il sindaco sig. Sergio Sammartino tra l'altro ha dichiarato: "...Noi La ricorderemo sempre con amicizia e con stima sincera. Grazie a Lei ed alla Sua mediazione ai livelli istituzionali piu' alti, siamo riusciti ad ottenere risultati che fino a pochi anni fa erano inimmaginabili...L'apertura di un Consolato croato presso le nostre comunita', il rafforzamento del Trattato Italo-Croato di tutela delle minoranze linguistiche, fino ad arrivare ai risultati concreti di oggi che ci consentono mediante i programmi regionali, di accedere a cospicui fondi comunitari, che ci permettono di guardare al nostro futuro con molta piu' fiducia e speranza". Con la stesse parole e valutazioni mi si sono rivolti anche i sindaci del Comune di San Felice del Molise (Filić) sig.ra Rosida Norelli e il sig. Enrico Fagnani del Comune Acquaviva Collecroce (Kruč), in occasione del conferimento di simili riconoscimenti. Li ringrazio di cuore per le valutazioni esposte, perche' mi rende davvero felice il passo avanto che e' stato fatto in quel campo. Ma, non dobbiamo dimenticare che alcune questioni di particolare importanza per il futuro della comunita' croata nel Molise, ancora attendono soluzioni di qualita'. In concreto, questo implica un'impegno finanziario ancora maggiore da parte dei due paesi, al fine di preservare la lingua, la cultura e delle altre tradizioni croate in quell'area.

Invece in Croazia, qual č il livello di tutela raggiunto dalla minoranza
italiana?

Per quanto riguarda la posizione della minoranza italiana in Croazia, la situazione e' nettamente diversa, avendo un contesto storico diverso, per cui sotto molti aspetti non e' possibile paragonarla alla posizione dei Croati molisani. La minoranza autoctona italiana nel nostro paese e' piu' di dieci volte numerosa rispetto alla minoranza croata nella regione Molise. 

Ci sono state delle tappe significative?

Direi di sģ. La questione della minoranza italiana ha iniziato a risolversi nel 1947, quando la comunita' internazionale (i vincitori sul nazifascismo dopo il 1945) ha deciso di stabilire nuovi confini in quella parte dell'Europa. Quella decisione al contempo ha fatto diventare gli Italiani minoranza nazionale all'interno della Jugoslavia. I loro diritti all'inizio furono stabiliti dal cosiddetto Statuto speciale del Territorio libero di Trieste. In seguito, i diritti della minoraza italiana sono stati allargati anche sull'area al di fuori del Territorio libero di Trieste (ex Zona B). Dopo la sottoscrizione del Trattato di Osimo del 1975, la questione della minoranza italiana veniva risolta in base alle leggi della Federazione di allora. L'altro momento storico lo abbiamo in seguito alla proclamazione dell'indipendenza e della sovranita' della Repubblica di Croazia (1991), la questione della minoranza italiana, viene risolta in base alle norme della Costituzione croata, della Legge costituzionale sulle minoranze e delle nuove leggi che il Parlamento Croato ha emanato dopo la sottoscrizione dell'Accordo bilaterale sulle minoranze tra la Croazia e l'Italia (1996), e dopo che il nostro paese ha ratificato la Convenzione Europea sulle minoranze nazionali e la Carta Europea sulle lingue regionali o minoritarie. Questo indica il fatto che i diritti delle minoranze in Croazia adesso sono molto allargati e che continuano a svilupparsi nello spirito degli standards europei. Proprio per tale contesto storico, che si differenzia da quello nella Regione Molise, la minoranza italiana in Croazia oggi ha i propri asili nido, le scuole elementari, medie e superiori; a Fiume esiste il Dramma Italiano; a Rovigno c'e' l'Istituto per le ricerche storiche; alle radio esistono permanenti trasmissioni in lingua italiana, la casa editrice EDIT di Fiume stampa i libri di testo in lingua italiana, quotidianamente viene pubblicato il giornale "La voce del Popolo", mentre i settimanali sono: "Battana", "Arcobaleno", ecc. Il livello dei diritti raggiunti dalle minoranze-incluso quella italiana in Croazia, oggi viene spesso citato nelle istituzioni europee quale esempio positivo.

Per concludere: un suo personale bilancio.

Il bilancio e' in ogni caso estremamente positivo. Dal punto di vista privato: io e mia moglie Eda, abbiamo conosciuto un paese bellissimo, del quale stimiamo moltissimo la cultura; abbiamo conosciuto molte persone e trovato nuovi amici. Abbiamo altretanto avuto l'occasione di conoscere l'eccellente cucina e i vini italiani, le bellezze naturali di un grande numero delle regioni e citta' italiane...Siamo convinti che al nostro ritorno in Croazia sentiremo la mancanza di molte cose. Mi sento soddisfatto anche dal punto di vista professionale. Oltre agli ottimi rapporti bilaterali oggi esistenti tra i due paesi amici, grazie all'incarico che ho svolto, ho potuto dalla prima mano conoscere la politica estera e nazionale italiana, i massimi esperti e gli abili negoziatori nella diplomazia; brevemente, molte cose che mi hanno aiutato di comprendere in modo piu' completo e profondo la sostanza dei nostri rapporti.