SEMINARIO DI
STUDI SULLO STATO DELLARTE DELLARBĖRESHITĄ
La minoranza etnico-linguistica
arbėreshe e il patrimonio dei beni culturali in possesso delle comunitą
italo-albanesi presenti in Calabria sono stati il leit-motive che ha
tenuto banco nel convegno di studi di mercoledģ scorso presso lauditorium
A. Croccia di Frascineto.
Il dibattito tra le tante
personalitą presenti ha preso spunto dalla recente uscita di un Cd
multimediale sul Santuario della Madonna delle Grazie di Spezzano
Albanese, prodotto da Emanuele Armentano e Vincenzo Barbati per riproporre
in chiave moderna questopera monumentale.
Ha introdotto e coordinato i
lavori lispettore Miur Francesco Fusca che, in qualitą di membro del
comitato nazionale di studio per legge 482/99, ha posto subito
lattenzione sulla necessitą di tutelare e valorizzare le minoranze
linguistiche in Italia.
La parola č poi passata al
sindaco Domenico Braile, che ha rincarato la dose: «promuovere la
conoscenza dei nostri paesi, anche attraverso lavori realizzati per
divulgare limmagine dei monumenti presenti sul territorio, č senza dubbio
un valore aggiunto. Pertanto, č anche necessaria unopera di
collaborazione tra i centri arbėreshė presenti sul territorio calabrese:
coordinarsi e lavorare insieme per sfruttare le potenzialitą che si hanno,
apprendendo scambievolmente. E questa la strada giusta».
La stessa tematica č stata
ripresa dallo scrittore Pierfranco Bruni, membro del Ministero per i beni
e le attivitą culturali, che ha definito il Cd «un tassello significativo
del processo di valorizzazione del territorio arbėresh» e ha precisato
come «valorizzare i beni culturali vuol dire mandare avanti un processo
identitario fondamentale».
Maria Laurito, esperta di
lingua e cultura arbėreshe, ha riflettuto sullaspetto teologico messo in
rilievo dal Cd affermando che: «in un mondo cattolico che respira con due
polmoni, quello occidentale e quello orientale, il Cd č una testimonianza
del rito latino allinterno di un ambiente arbėresh che invece affonda le
radici nel rito greco-ortodosso. Si tratta di una diversitą nella
diversitą».
A seguire, sono intervenuti
Giuseppe Cacozza, direttore di Arbitalia.it, e Agostino Giordano,
direttore della rivista Jeta Arbėreshe. Il primo ha sottolineato come,
al giorno doggi, sia fondamentale saper usare il pc: «il vero analfabeta
attuale č colui che non utilizza il computer. Con la cultura del web deve
modificarsi la figura del mediatore culturale. In questo senso hanno ben
operato Armentano e Barbati con il loro Cd»; Giordano, nel suo intervento,
ha definito la lingua il cuore delle minoranze e, riprendendo i concetti
espressi da Bruni, ha dichiarato come «un popolo che non salvaguardi la
propria lingua sia un popolo senza identitą». Egli ha anche auspicato per
il futuro una rielaborazione del Cd che preveda, creativamente,
linserimento di testi in lingua arbėreshe.
Nel corso della serata si sono
esibiti i due nuovi talenti emergenti della musica arbėreshe, Emiliana
Oriolo e Letizia Aita, entrambe originarie di Spezzano.
Johnny Fusca
(*)
Pubblicato da La Provincia Cosentina del 16 settembre
2005