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“QUANDO FIORISCONO I ROVI”: UN ROMANZO IN PELLICOLA  (*)

Il Libro

“Quando fioriscono i rovi”, ultima fatica letteraria di Pierfranco Bruni: un romanzo «dolce e tragico»…

«L’amore è rivoluzionare attraverso il corpo e la mente di una persona», afferma lo scrittore, cercando di spiegare il messaggio più intenso che il suo libro vuole trasmettere al lettore…

Pierfranco Bruni è funzionario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, rappresentante nell’Unesco per lo stesso Ministero e si occupa delle minoranze etnico-linguistiche in Italia.

“Quando fioriscono i rovi” è il titolo del suo ultimo romanzo, definito «un viaggio d’amore, d’eros e di fede».

Questo libro, già presentato a Santo Domingo, verrà tradotto in francese e spagnolo e, nel marzo prossimo, verrà presentato anche a Cuba.

«L’idea del libro nasce da molto lontano -precisa lo scrittore calabrese- e si ricollega al mio precedente romanzo “L’ultima primavera”, in cui già affronto certe tematiche. In “Quando fioriscono i rovi” riprendo da dove finisce il libro precedente e vado oltre: stavolta sviluppo una storia d’amore».

L’io narrante del libro, persona che ha abbracciato la cultura e la religione cattolica, racconta del suo rapporto con Marika, terrorista morta in uno scontro con la polizia. Fanno da sfondo i “55 giorni di Moro”, arco di tempo in cui si consuma la storia. Qui, però, i fatti della cronaca politica non sono riportati.

Nel libro si discute su come sono stati quegli anni e come è stato possibile, in tempi definiti rivoluzionari, portare avanti una storia d’amore tra due persone così diverse.

Il personaggio Marika è fondamentale: attraverso questa “donna mistero” l’io narrante riscopre il rapporto con la sua giovinezza, in un flash-back continuo di immagini che lasciano Marika però sempre punto centrale della narrazione.

Il percorso fondamentale è il concetto che «l’amore è sempre rivoluzione», anche se gli anni intorno al ’78 venivano “bollati” come terroristici. Questo è, senza dubbio, uno dei messaggi più significativi che il lettore riscontra nel libro di Bruni.

Il Progetto Cinematografico

Il romanzo dello scrittore calabrese Pierfranco Bruni, intitolato “Quando fioriscono i rovi”, diventa un film: la sceneggiatura è stata affidata allo stesso autore del libro ed esiste già un accordo con la Rai per la prima proiezione.

Il film uscirà in anteprima nazionale nei primi mesi del 2006, con il medesimo titolo del libro…

* * *

Abbiamo incontrato Pierfranco Bruni che ci ha raccontato quali saranno i caratteri salienti del film tratto dal suo romanzo “Quando fioriscono i rovi”.

«Il film si snoda dal personaggio dello scrittore -ci dice Bruni- giunto ormai alla maturazione letteraria che, chiuso nella propria stanza nella sua casa di origine, comincia a raccontare di Marika e ci descrive questa grande passione, in fondo profondamente erotica, innescatasi tra loro. Tutta la vicenda è inserita all’interno di un fatto di cronaca reale quale il rapimento di Moro».

Uno degli aspetti più importanti del suo film è legato proprio alla collocazione storica…

«L’uccisione di Moro, tragedia propria di una generazione, fa solo da sfondo. Cos’era più importante, l’uccisione di Moro o questo grande amore? Anche se le due cose si equivalevano, per Marika, “l’elemento di rottura” è dato dall’amore che rivoluziona le coscienze! Un grande atto d’amore, in quei giorni -sottolinea Bruni- avrebbe evitato la tragedia finale».

Da dove parte il discorso cinematografico legato al suo libro?

«Dal fatto che tutto è giocato sulla metafora e su campi lunghi. Nel diario del personaggio che racconta di Marika compaiono delle immagini, vanno e vengono i ricordi di fatti, viaggi, luoghi visitati…»

E’ la prima volta che un calabrese affronta questo tema in un film. Cosa l’ha ispirata a collegare due personaggi così differenti?

«Marika è una terrorista rivoluzionaria, l’io narrante non crede a nessuna forma di rivoluzione che non sia l’amore, la passione. Nel film viene posto rilievo su questi due personaggi -fa notare lo scrittore calabrese- per far capire che in quegli anni non c’era solo una generazione dedita alla politica: c’era anche chi credeva solo all’amore. Un’immagine significativa del film è quella in cui i due passano la notte a letto facendo l’amore e discutendo del concetto di rivoluzione. L’amore non è anche rivoluzionare attraverso il corpo e la mente di una persona? Alla fine i due arriveranno alla conclusione che li potrà salvare solo la fede. Il loro rapporto si conclude leggendo un passo di una lettera di San Paolo».

Dunque c’è anche un messaggio finale di fede. Come mai appare proprio la figura di San Paolo?

«C’è un approccio “mistico”, direi… ed appare San Paolo perché è stato uno dei grandi rivoluzionari della fede: egli ha amato e si è infine convertito. L’io narrante chiede a Marika una conversione: rimeditare la vita terroristica vissuta per ritrovare se stessa. Ecco quando fioriscono i rovi -sottolinea Bruni- e possono nascere dei germogli. Ha senso parlare di Marika come la speranza e il ritorno ad una reciprocità di tolleranza».

Quali sono gli elementi principali del film? In che genere lo potremmo classificare?

«Gli elementi sono terrorismo e rivoluzione, amore e fede. La rivoluzione porta spesso all’amore e poi fino alla fede. Potremmo definirlo un film “poetico”

-precisa subito Bruni-: si consuma una storia d’amore che non si dimentica perché lascia un segno profondo nell’io narrante e lo fa cambiare profondamente. La mia speranza è quella che il film renda la trasformazione causata dall’amore in questa persona».

Il Film

Il film tratto dal romanzo “Quando fioriscono i rovi” dello scrittore e giornalista Pierfranco Bruni, verrà trasmesso sugli schermi italiani con il medesimo titolo del libro.

Su ciò, lo stesso scrittore ha affermato che «non c’è una trasposizione dal libro al film. Dato che mi è stato affidato l’incarico di creare la sceneggiatura ed il soggetto, sto lavorando ai dialoghi del film sulla base del romanzo stesso».

La regìa del film sarà di Luigi Petrera, coordinatore dei registi facenti parte dell’associazione romana denominata Atas.

Particolare molto importante è il fatto che esiste già un accordo con la Rai (il film infatti è stato presentato, ad oggi, solo in un’intervista per il Tg2) per la prima proiezione del film, pronto agli inizi del 2006.

Il film verrà girato a Roma ma ci saranno anche alcuni spezzoni fatti in Calabria, sullo sfondo del mare di Sibari e, probabilmente, di San Lorenzo del Vallo, paese d’origine di Pierfranco Bruni. Gli altri due scenari scelti per le riprese sono Salerno e Metaponto. La scelta di queste località non è casuale: si tratta dei 4 luoghi principali, teatro del romanzo.

Per quanto riguarda la decisione di girare alcune scene del film anche in Calabria, lo stesso Bruni ha spiegato che non poteva essere diversamente, in quanto l’io narrante del film è uno scrittore di origini calabresi, da sempre molto legato ai luoghi che ha vissuto ed amato.

Johnny Fusca

(*) Articoli pubblicati da “La Provincia Cosentina” il 3 settembre 2005

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