L’OPERA DI GIULIO VARIBOBA RIVISITATA IN CHIAVE CRITICA E TRADOTTA IN
ITALIANO DAL PROF. VINCENZO BELMONTE
(*)
E’ attesa per sabato 10
settembre la presentazione dell’opera di Giulio Variboba intitolata “Vita
della Beata Vergine Maria” -Gjella e Shën Mëris s’Virgjër- (1762),
edizione critica e traduzione italiana curata dal prof. Vincenzo Belmonte.
La manifestazione, che si terrà
a San Giorgio Albanese con inizio per le ore 17:30 presso il “Centro
culturale italo-albanese”, è stata organizzata con la collaborazione del
Comune di San Giorgio e del Dipartimento di Linguistica dell’Università
della Calabria – sezione di Albanologia.
Nell’occasione interverranno,
tra gli altri, l’assessore Donatella Laudario, il Rettore dell’Università
di Tirana Shezai Rrokaj, Mons. Ercole Lupinacci, il prof. Francesco
Altimari dell’Unical e lo stesso prof. Belmonte.
I lavori saranno coordinati da
Leonardo M. Savoia, dell’Università di Firenze.
Giulio Variboba era un
sacerdote di rito greco, animato da acceso misticismo, nato a San Giorgio
attorno al 1724. E’ stato definito come “la prima figura notevole di poeta
che appare nella diaspora arbëreshe”.
Egli lottò perché la sua
comunità di nascita abbandonasse il rito greco e si convertisse a quello
latino «da lui considerato più idoneo per un’efficace evangelizzazione»,
come afferma il prof. Belmonte nel testo. Incontrò, però, l’ostilità della
popolazione e delle autorità locali e, una volta persa la battaglia, fu
esiliato a Roma dove, prima di morire nel 1788, pubblicò l’opera di cui
sopra.
Il testo del Variboba, ormai
patrimonio culturale delle comunità arbëreshe, è un’ampia raccolta di
canti sacri dettati dall’ottima vena poetica del suo autore e da un
approccio ai versi per nulla contagiato dal purismo.
Il prof. Vincenzo Belmonte,
originario di San Cosmo Albanese ma da tempo residente a Corigliano,
insegna Storia e Filosofia nei Licei ormai da un trentennio. Dal 2001 è
docente a contratto presso le Università di Bari e Messina ed è
collaboratore esterno di Lingua e Letteratura albanese dell’Unical.
Tra i suoi lavori, ricordiamo
la compilazione del “Thesaurus Albanicae Linguae” (dizionario elettronico
dei sinonimi).
«Ho curato questa edizione del
libro del Variboba con un duplice intento -svela il prof. Belmonte-:
ristabilire il testo dell’autore, ossia proporne una trascrizione più
vicina ai suoi intenti, e contribuire con la traduzione in italiano alla
diffusione dell’opera anche verso i non albanesi. In tal modo cerco di
dare il mio contributo a superare il noto limite della cultura scritta
arbëreshe, ossia quello di essere riferita solo ad una nicchia di studiosi
che la comprendono».
Johnny Fusca
(*) Pubblicato da “La Provincia Cosentina” del
7 settembre 2005