“BENI CULTURALI
E IDENTITÀ - L'EDITORIA DELLE MINORANZE”
CONVEGNO ALLA
BIBLIOTECA NAZIONALE DI COSENZA
Si è tenuto sabato 20 maggio ’06
presso la Biblioteca Nazionale di Cosenza un interessante convegno sul tema
“Beni culturali e identità - L'editoria delle Minoranze”. Nell’occasione è
stato anche presentato il libro di Maria Zanoni -edito dal Comitato
Nazionale per la Minoranze etniche del MiBac, di cui la stessa Zanoni è vice
presidente- dal titolo “Segni del tempo”.

Ad introdurre i lavori ci ha
pensato la direttrice della Biblioteca Elvira Graziani, che ha sottolineato
il ruolo importante dell’istituto da lei diretto anche nell’ottica della
moltiplicazione del sapere promossa attraverso gli incontri con autori e
autrici che portano avanti un discorso culturalmente valido.
Maria Zanoni ha parlato
dell’attività che ormai svolge da 30 anni nel campo della ricerca
antropologica, gastronomica, artistica, ecc. “I segni del tempo” è un altro
lavoro letterario che si colloca in una ricerca iniziata sin dal 1989 e ben
s’interseca con gli interessi e gli studi portati avanti dalla
vice-presidente del Co.Na.M. nel corso della sua esperienza di vita.

L’ispettore Miur Francesco Fusca,
relazionando sul testo della Zanoni, ha posto l’accento sugli aspetti
quotidiani e di vita comune toccati dall’autrice di Castrovillari ne “I
segni del tempo”, sottolineando il concetto di « “bene culturale” inteso sia
come chiesa antica e monumento d’arte ma anche come roccia scalfita dal
fiume e crepa nel muro di una casa antica».

Pierfranco Bruni, nel suo intervento di chiusura
dei lavori, ha fatto il punto su quanto espresso nella serata, sottolineando
il ruolo svolto dal Ministero dei Beni Culturali e dal Co.Na.M. nell’ambito
della promozione culturale ed editoriale. Bruni ha inteso anche rimarcare il
ruolo svolto dal MiBac in ambito di cultura minoritaria, senza dimenticare
di porre l’accento sull’aspetto legato alla promozione culturale di tutta la
Calabria, territorio posto all’interno del contesto del Mediterraneo. Bruni
si è soffermato in ultimo sull’intreccio che c’è tra la cultura dei centri
minoritari e la cultura antica, come ad esempio quella ellenica, tenendo
sempre alta l’attenzione del folto pubblico intervenuto proveniente da
diverse zone della provincia.
Johnny
Fusca