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FRASCINETO, INAUGURATA LA PERSONALE DI CANONICO AL FESTIVAL DEL FOLKLORE 

Nella gran bella cornice offerta dai coloratissimi costumi dei gruppi folk ospiti al Festival Internazionale del Folklore SS. Pietro e Paolo, si è tenuto a Frascineto nella scorsa serata di mercoledì 28 giugno scorso il vernissage della personale di pittura del maestro Mimmo Canonico.

All’inaugurazione della mostra, tenutasi nei locali della Sala Consiliare del Comune di Frascineto -che ha patrocinato l’evento e il Festival-, hanno preso parte la dirigente scolastica Silvana Palopoli, l’ispettore tecnico del Ministero della P.I. Francesco Fusca, il giornalista Mimmo Petroni, l’assessore comunale alla cultura Antonio Ferrari e lo stesso artista originario di Doria Mimmo Canonico.

Ad introdurre i vari interventi ci ha pensato Maria Antonietta Rimoli che, oltre ad essere una delle promotrici del Festival -organizzato dal gruppo folk locale “I figli dell’Aquila”- ha anche svolto con competenza il ruolo di chairman della serata.

Alla presenza dunque di un pubblico molto variegato per cultura e lingua (data la presenza in sala di gente proveniente da Kosovo, Bulgaria e Grecia) si aperta ufficialmente l’ennesima mostra del Maestro Canonico: in esposizione i disegni su vetro, i monocromi e i famosi dipinti raffiguranti “le rose”, ormai un classico per il pittore di Doria.

Ad aprire il dibattito l’assessore Ferrari, che si è soffermato sul messaggio espresso dai lavori di Canonico: «Guardando le tematiche raffigurate dal Maestro sembra di vivere realmente situazioni e cose. Sembra di conoscere quanto dipinto, e questo dà il senso pratico della bravura del pittore». A seguire sono intervenuti Mimmo Petroni, Silvana Palopoli e Francesco Fusca. Le conclusioni, ovviamente, sono state riservate a Mimmo Canonico che, dopo aver ringraziato tutti coloro che si sono adoperati per la riuscita della mostra, si è soffermato sulla sua vita di pittore e sulla sua carriera. «Ormai è tutta una vita che “viaggio”, sia dal punto di vista geografico sia da quello artistico. Mi sono sempre anche ispirato ai grandi, ai quali ho sempre guardato senza mai “copiare” o ricalcare. Nelle mie opere ho sempre lasciato trasparire quanto di più personale la mia arte potesse esprimere, misurandomi però sempre con i grandi contemporanei, come Kodra ad esempio». L’arte di Canonico spazia dal monocromo, pittura ripresa dal Maestro proprio in questi anni -dopo una fase sperimentale da riferirsi agli anni Sessanta- consistente nell’uso di un solo colore e delle sue varie sfumature, fino agli acquerelli e alla pittura su vetro: «Vorrei invogliare la gente a regalare le opere d’arte, ecco perché cerco di rendere il vetro caratteristico con la mia arte -ha detto Canonico-. Per quanto riguarda le rose, invece, esse devono essere intese come un omaggio al “senso del bello”».

Johnny Fusca

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