L’ARTISTA CHE
HA PERCORSO UN SECOLO
IBRAHIM KODRA “L’ECLETTICO”
«Kodra est le primitif d’une
nouvelle civilitation», ossia “il primitivo di una nuova civiltà”. Così Paul
Eluard definiva il maestro Ibrahim Kodra nel lontano 1946 sulle pagine de
“L’Unità”, ben interpretando quella che poi sarebbe stata la vicenda
artistica e umana di colui che in futuro sarebbe diventato uno dei punti di
riferimento mondiali di tutto il panorama legato all’arte del Novecento.

La triste notizia della sua
morte, avvenuta martedì mattina 7 febbraio nella sua casa milanese sita al
n°2 di piazzale Lagosta, lascia un vuoto incolmabile nella sfera affettiva
dei suoi tanti amici e sul versante della scena artistica internazionale.

I funerali del maestro dovrebbero
svolgersi lunedì prossimo; fino ad allora la salma resterà esposta nella sua
abitazione.
L’arte del maestro Kodra, di cui
nel passato si è occupata la stampa e la Tv a tutti i livelli, ha avuto
varie definizioni. Tra le più accreditate quella che lo avvicinava al
post-cubismo, ma chi lo conosceva bene lo definiva un artista poliedrico,
eclettico ed originalissimo.
Nato nel 1918 a Ishmi (piccolo
villaggio dell’Albania) ed educato alla corte del Re Zogu, il Maestro
sceglie di vivere sin da giovane in Italia ma gli piaceva definirsi
“cittadino del mondo”.
Dopo gli studi scientifici, frequenta la Scuola d'Arte Odhisea Paskal di
Tirana. Nel 1938, grazie ad una borsa di studio, realizza il suo sogno di
raggiungere Milano e di iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera,
dove viene seguito da Carrà, Carpi e Funi. Nel 1947 conosce Paul Eluard e
nel 1948 incontra il celebre Pablo Picasso, venuto a Roma per il congresso
della pace. Nel 1953 partecipa alla Mostra internazionale dell'Università di
Parigi e poi continua ad esporre in tutto il mondo, come ad esempio a New
York, Belgrado, Stoccarda, ecc. Espone assieme a Picasso, Chagal, Roualt,
Dufy, Matisse, Modigliani alla Mostra internazionale di Venezia.
Opere di Kodra si trovano oltre che nel Museo del Vaticano e alla Camera dei
Deputati, in gallerie pubbliche, Musei e collezioni private in tutta Europa
nonchè in Iran, Australia, Brasile, Argentina, ecc. Il suo nome figura nelle
più importanti pubblicazioni italiane e straniere. Sono programmate
antologiche dell'Artista in numerosi Musei d'Europa, in America e in Fiere
d'arte internazionali.

Tanti sarebbero gli aneddoti da
raccontare legati al maestro. Tra questi, quello sul suo inseparabile anello
“magico” -come lui stesso lo definiva- raffigurante una sorta di triangolo,
che il maestro indirizzava verso i nemici come schermo difensivo; se in
compagnia di amici, viceversa, lo rivolgeva verso se stesso.
Con la morte di Kodra l’arte
contemporanea perde uno dei suoi capisaldi a livello mondiale. A noi
calabresi rimane il ricordo vivo delle sue tante visite nella nostra
regione, soprattutto nei paesi arbëreshë, più volte scelta elettiva delle
vacanze del maestro e tante volte raffigurati nei suoi quadri. Il ricordo di
Kodra resta impresso nelle sue opere, così come la sua Arte ormai immortale.
Johnny
Fusca