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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 

CYBER-DEMOCRAZIA, MEDIA E FORME POLITICHE IN “DOPO LA DEMOCRAZIA?”

L’ultimo libro co-curato dallo studioso Antonio Tursi di Spezzano Albanese

E’ stato recentemente pubblicato il volume curato da Antonio Tursi e Derrick De Kerckhove dal titolo “Dopo la Democrazia? Il potere e la sfera pubblica nell’epoca delle reti” (Apogeo, Milano, 2006), che raccoglie al suo interno i contributi di Alberto Abruzzese, Sara Bentivegna, Franco Berardi Bifo, Pierre Lévy, Michele Prospero, Stefano Rodotà e Luca Toschi.

Dopo i suoi recenti lavori editoriali, Antonio Tursi, originario di Spezzano Albanese ma ormai da alcuni anni “impiantato” nell’ambiente universitario romano, si ripropone in campo letterario portando alla luce un testo significativo e fondamentale in dottrina di cyber-democrazia, modi di intendere la politica e nuovi sistemi mediatici nella società contemporanea, lavorando questa volta “de visu” con il suo maestro e amico Derrick De Kerckhove. Quest’ultimo, considerato a vari livelli il prosecutore della dottrina di McLuhan, è  direttore del “McLuhan Program in Culture and Technology” dell’Università di Toronto in Canada, programma con il quale lo studioso internazionale punta alla comprensione di come le tecnologie influenzano e influenzeranno la società.

«Il libro -afferma Tursi- nasce per far riflettere sull’importante rapporto tra forme politiche e scenari mediali nella società contemporanea; si può decedere di leggerlo anche solo per l’importanza degli autori e l’aggiornamento dei contributi che ci hanno offerto, ma anche per

colmare una carenza negli studi sull’argomento: con i sociologi della comunicazione che trascurano di confrontarsi con le categorie fondanti della politica e con i politologi che non conoscono affatto i mezzi di comunicazione».

In merito alla scelta del particolare titolo dato al libro, Tursi ha voluto precisare: «Ancora, anzi finalmente la democrazia. Dopo il Novecento, la prassi democratica, benché diffusa, non ha ancora realizzato appieno le sue promesse di inclusione. Le nuove tecnologie di comunicazione offrono l’opportunità di realizzarle garantendo la presenza nelle sedi decisionali dei corpi vivi dei cittadini. Senza rivoluzioni, ma all’interno di progetti politici forti e definiti all’altezza dello sviluppo della tecnica.

Antonio Tursi

A questo punto sorge spontanea una domanda: che tipo di lettori avrà questo libro? A chi deve intendersi rivolto? A tal proposito, Antonio Tursi ha affermato: «La spaccatura elettorale dell’Italia (e prima quelle degli Stati uniti e della Germania) ha riproposto il tema della capacità del sistema democratico di rispondere alla complessità del tempo presente. Finley, osservando la democrazia ateniese, indicava la presenza di gruppi di interesse anche diversi ma capaci di ritrovarsi intorno a un interesse comune. Comprendere l’apporto specifico delle tecnologie di comunicazione rispetto ai sistemi politici attuali, può aiutare a riscoprire (anche ripensare) le motivazioni profonde che fondano lo stare insieme. Perciò il volume si rivolge al cittadino. Anche a quello arrabbiato».

Johnny Fusca

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