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Lajme ka Kosova / Notizie dal Kossovo
 

LA REPUBBLICA DEL KOSOVO

“LA PROCLAMAZIONE D’INDIPENDENZA PORTER└ LA PACE  NEI BALCANI”

La Repubblica del K˛sovo (in albanese Kos˛va), nel cuore dei Balcani, con la sua proclamazione di Stato indipendente rappresenta l’esperimento pilota di coesistenza pacifica, dopo le violenze che hanno macchiato gli ultimi decenni. L’esempio Ŕ stato giÓ dato dal Gandhi dei Balcani, l’ex-Presidente della Kos˛va, Ibrahim Rugova, morto prematuramente nel 2006, il quale indicava proprio nell’indipendenza la via che avrebbe portato pace e prosperitÓ nella Penisola Balcanica.

“La bomba dei Balcani”  si sta disinnescando  dietro l’incalzare degli eventi che si snodano agli occhi attenti dell’opinione mondiale.

Sono ancora vive e presenti ai nostri occhi le carovane di kosovÓri, spinte nel 1998 fuori dai propri territori, in Albania, in Macedonia e in Italia, lasciando alle spalle i morti della dissennata pulizia etnica del Governo di Slobodan Milosević. Dopo l’intervento della NATO, atteso dai kosovari come liberazione, oggi la scelta del Governo di Prishtina Ŕ la logica risposta a uno stato di incompatibilitÓ.

L’indipendenza Ŕ stata voluta da tutta la popolazione albanese (Referendum del 2002), ed ora il riconoscimento da parte delle grandi potenze occidentali (USA, Germania, Francia, Inghilterra, Italia) Ŕ, oltre tutto, un atto di giustizia che viene a riportare ordine nella scelta operata dalle grandi potenze nel 1913 nella Conferenza degli Ambasciatori a Londra, quando la Kos˛va veniva lasciata fuori dai confini dell’Albania. I Balcani sono alle porte di Roma e una politica attenta va verso due direzioni: 1) la stabilitÓ e la coesistenza pacifica delle popolazioni; 2) lo sviluppo economico di tutte le zone balcaniche, potenzialmente ricche di risorse.

La Kos˛va ha seguito, a distanza di alcuni anni, la stessa logica della Slovenia, della Croazia, della Bosnia-Erzegovina, della Macedonia e del Montenegro, dopo il crollo del comunismo e soprattutto dopo la morte di Broz Tito, lo statista che grazie al suo grande carisma riuscý a mantenere in piedi la costruzione del mosaico delle nazioni all’interno della Jugoslavia. L’opinione pubblica, per˛, si chiede ora perchÚ la Serbia si ostina a non riconoscere alla Kos˛va, di etnia e di cultura albanese, e dunque diversa dalla sua, lo status di nazione indipendente. Le motivazioni sono due: la prima Ŕ fondata sulla presunzione storica che il territorio della Kos˛va sia stata la culla della civiltÓ serba; la seconda credo che abbia la sua ratio nel vantaggio economico.

Alla tesi dei Serbi, secondo cui nel medioevo nella cittÓ di PejŰ (slavo Peć) si sia affermato un grande Patriarcato – ora tuttavia in profonda decadenza – non c’Ŕ nulla da obiettare.

Gli albanesi della Kos˛va hanno rispettato sia i centri religiosi cattolici, che ortodossi – quest’ultimi bersaglio di sporadici e isolati attentati solo dopo le violenze barbariche di Milosević, ed ora tuttavia in fase di restauro per intervento dello stesso governo albanese – che quelli musulmani, riconoscendo a tutti il diritto di culto e di frequenza. Ritorna ancora in mente la lezione del Gandhi dei Balcani, Ibrahim Rugova, musulmano e simbolo massimo di tolleranza. D’altra parte Ŕ questo l’impegno ribadito dal Parlamento kosovaro giÓ nell’atto di dichiarazione dell’indipendenza. Ma non per questo la Kos˛va pu˛ essere ritenuta serba se solo pensiamo che gli slavi sono immigrati nei Balcani a datare dal VI secolo d.C., quando nell’attuale Kos˛va abitava la popolazione dei DÓrdani, di origine illirica e dunque progenitori degli attuali albanesi.

Passando alle motivazioni di tipo economico, va tenuto presente che il territorio della Kos˛va presenta due vere potenzialitÓ: la prima offerta dalla fertilitÓ del suo altopiano, adatto a un’agricoltura moderna; la seconda Ŕ tutta contenuta nel sottosuolo, solo parzialmente sfruttato, come dimostra la zona di Mitrovica e quella periferica di Prishtina, ricche di minerali. A queste due ragioni va aggiunta una terza: la Kos˛va, che sorge in una zona centrale dei Balcani, pu˛ diventare centro di smistamento viario territoriale e aereo per i Balcani e oltre i Balcani. Ne Ŕ una conferma la scelta americana di installare il pi¨ grande aeroporto europeo a sud di Prishtina, nei pressi di Ferizaj.

Il concetto di tolleranza ha sempre sorretto la vita sociale degli albanesi kosovari. La letteratura, sia quella del passato che la moderna, si Ŕ incentrata sul binomio libertÓ-impegno. E’ la voce del poeta Esad Mekuli che nella seconda metÓ del XX secolo ha dato corpo alle aspirazioni di tutta la componente sociale albanese. Il binomio libertÓ-impegno, che serpeggia nella sua opera letteraria, ha ispirato anche la rivista “Jeta e re” (La nuova vita), edita dal 1949, riconosciuta come palestra di confronto, di informazione e formazione, oltre che espressione di creativitÓ letteraria delle correnti pi¨ avanzate. Da questa apertura di interessi e dall’aspirazione alla libertÓ sono sorte nella Kos˛va personalitÓ di grande rilievo sul piano umano e politico. L’UniversitÓ di Prishtina, centro di ricerca che ha saputo coagulare tensioni e aspirazioni, attraverso un’azione incisiva e lungimirante, ha nutrito una classe di discenti che si sarebbero affermati anche nel campo politico, tra cui il giÓ citato Ibrahim Rugova.

Italo Costante Fortino

UniversitÓ di Napoli “L’Orientale”

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