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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  

 

 
 
n. 6 – novembre – dicembre 2004
 

I VENTI ANNI DEL CONFEMILI (Comitato Nazionale Federativo Minoranze Linguistiche d’Italia)

di Maria Frega

La Capitale ha ospitato il 6 ottobre nei saloni del Ministero per gli Affari Regionali di via della Stamperia un riuscito convegno celebrativo dei 20 anni di attività del CONFEMILI (Comitato Nazionale Federativo Minoranze Linguistiche d’Italia) e dove si è parlato di “Associazionismo e diversità linguistica”. Era presente il padrone di casa, il Ministro Enrico La Loggia, sostenitore delle culture delle diversità linguistiche italiane. L’assise ha visto presenze qualificate come i docenti delle Università di Trento, Trieste, Udine, Pisa. Per l’Università della Calabria era presente il pro rettore prof. Francesco Altimari accompagnato da dodici studenti che seguono il master a Potenza. Nutrite le rappresentanze delle 13 minoranze linguistiche storiche d’Italia. Tra queste anche quella dei Rom. Da segnalare anche la delegazione dell’ANCI che presto avrà al suo interno una speciale sezione per i comuni alloglotti d’Italia, poi quella dell’UPI (Unione Province Italiane) e del Comitato Regioni. Tra i rappresentati delle regioni interessate, questa volta è stata presente anche la Calabria con la dr.ssa Scerbo. Gli Arbëreshë non sono stati da meno e sono convenuti a Roma in tanti. Un mix di voci e di lingue tra le più diverse d’Italia hanno risuonato in quello storico palazzo, a pochi passi dalla chiassosa e colorita piazza di Fontana di Trevi, anch’essa un crocevia di popoli e lingue del pianeta. Uno dei rappresentanti degli albanesi di Calabria, il giornalista Emanuele Pisarra, redattore capo della rivista arbëreshe più longeva “Katundi Ynë”, ha dato notizia della costituzione del “Club dei Giornalisti Arbëreshë”, una iniziativa unica ed originale che darà dare il proprio apporto professionale all’attuazione dell’informazione bilingue prevista e sostenuta dalle normative vigenti in fatto di tutela.

Entusiasta il presidente del CONFEMILI, il prof. Domenico Morelli il quale ha tracciato, in un breve ma essenziale excursus, quattro lustri di attività che hanno visto il completamento o quasi delle normative di legge in favore delle minoranze linguistiche. Ancora qualcosa va fatto come la ratifica da parte del Parlamento italiano della Carta e l’attuazione piena della legge per gli sloveni. Anche la legge 482/99, che ha dato attuazione agli artt. 3 e 6 della Costituzione, segna purtroppo il passo specialmente quel che riguarda le trasmissioni in lingua da parte del servizio pubblico radiotelevisivo, perché ancora la prevista convenzione Ministero della Comunicazione e Azienda Rai non è stata ancora firmata.

Secondo Morelli, il CONFEMILI oggi, all’inizio del suo secondo ventennio, ha necessità di operare più a livello regionale, attraverso una intensificazione dei contatti con i propri aderenti sparsi per il territorio nazionale, attivando un sistema continuo di comunicazione. Si pensa alla istituzione di sottocomitati per ciascuna delle comunità linguistiche. La politica per queste comunità oggi si sposta da Roma verso le Regioni e le Province interessate. “Roma, infatti, è ormai lontana – ha detto Morelli – dalla nostra realtà, e in virtù della devolution s’interesserà sempre meno di minoranze”. Il Friuli ed il Trentino vengono indicati dal presidente Morelli come un esempio da imitare, avendo quelle realtà saputo efficacemente applicare le loro leggi regionali.

La storia del CONFEMILI si può dire che è anche parte della storia delle minoranze linguistiche, come quella arbëreshe, che per anni hanno condotto in modo continuo una strenua battaglia per i diritti delle lingue meno conosciute e più indifese d’Europa. Precursore il parlamentare europeo Gaetano Arfè, socialista, che, come ha ricordato Morelli, nell’ottobre del 1981 ha fatto approvare dal Parlamento europeo una Risoluzione su una carta comunitaria delle lingue e culture regionali e una carta dei diritti delle minoranze etniche. Nel 1982 veniva istituto in detto parlamento il Bureau Europeen pour les langues moins repandues, di cui il CONFEMILI è settore operante in Italia.

Il Confemili è riuscito a creare una solidarietà tra le varie comunità, proponendo concreti obiettivi soprattutto nel campo scolastico e dei mass media. Grazie alla suo opera costante, si è adoperato con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana per la elaborazione di una sintesi sulla situazione linguistica e culturale delle minoranze in seno all’UE. Ha redatto con un’equipe di docenti europei lo studio euromosaic che rappresenta la migliore analisi sulla situazione linguistica del vecchio continente. Nel 1985, con contributo della Commissione europea, ha organizzato visite di studio per operatori di altre minoranze europee.

Intensi sono stati i rapporti di collaborazione – ha ricordato Morelli nel suo intervento – con i dirigenti della Pubblica Amministrazione, in particolare con il Ministero dell’Interno che ha reso possibile dagli anni novanta in poi la pubblicazione di una serie di Rapporti che illustrano la situazione politica, sociale e culturale delle nostre Comunità.

Ma le attività svolte sono state tante e tali che richiederebbero spazi più vasti. Ci limitiamo in conclusione a riportare una frase del presidente Domenico Morelli, arbëresh originario di Civita che conclude questo servizioo dalla Capitale: “pensiamo che la valorizzazione della diversità linguistica non è solo un segno di pluralismo e di tolleranza ma è soprattutto la conditio sine qua non per il progresso civile e culturale del nostro Paese”.

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