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ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėve tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  

Articolo pubblicato il 15.06.2005 su “Tracce” pagine culturali del quotidiano “La Provincia Cosentina”

DITA  E  RE

Concerto in Albania

Primordiali, scevri di contrappunti, gonfi di un’aspra vocalitą che č linfa recondita di deliziosi melismi sorretti da una robusta struttura musicale balcanica. Per secoli i canti della diaspora albanese in Italia, sono stati apprezzati da eminenti etnomusicologi che ne hanno studiato la linearitą melodica, l’estemporaneitą artistica ma anche le caratteristiche letterarie alle quali hanno attinto i maggiori autori della letteratura albanese per creare i loro capolavori. I vjershė, le radici poderose che ancora oggi danno nutrimento alla frondosa quercia della letteratura albanese, sono diventati i prodromi ispirativi di un nuovo modo di fare musica in cui primeggia un’orchestra che annovera musicisti arbėreshė di diverse aree e interpreti italiani particolarmente dotati.

Dita e Re ka  Ēiftłngra il progetto musicale concepito da Enzo Filardi e dall’etnomusicologo lungrese Alessandro Rennis, ha recentemente varcato i confini d’Arbėria ed ha raggiunto l’Albania dove ha ottenuto calorosi consensi proponendo in maniera originale e raffinata, il repertorio musicale arbėresh ad una platea d’eccezione costituita dal presidente della Repubblica Alfred Moisiu, dal primo ministro Fatos Nano, dall’ambasciatore d’Italia a Tirana Attilio Massimo Iannucci e da altre autoritą politiche ed istituzionali shqipetare.

Le melodie della diaspora, avvolte dai prodigiosi arrangiamenti orchestrali cuciti da questa ensemble, che in poco tempo č diventata un’orchestra cardine della nuova musica arbėreshe, a Tirana hanno fatto guadagnare al gruppo un’importante medaglia con tanto di sigillo ufficiale consegnata dall'Ambasciata albanese e il prestigioso riconoscimento di gruppo ufficiale della musica popolare italo-albanese.

Il percorso tracciato dai musicisti di Dita e Re, continua, quindi, a raccogliere consensi e questo perché nel panorama musicale odierno, l’orchestra ēiftungėrnjote anche nella Terra delle Aquile si č distinta per l’alto profilo professionale dei componenti: Giuseppe Settembrini (violino), Carmelo Sangiovanni (clarinetto), Alessandro Rennis  (fisarmonica), Enzo Filardi (mandolino, chitarra e voce),  Antonio Mormandi  (chitarra, armonica a bocca), Gino Di Mingo (contrabbasso), Lino Manna (percussioni), Angelo Forte (tenore),  Maria Barletta (mezzo soprano) Lorenzo Filardi (baritono/corista), e per avere saputo tessere la trama di un itinerario sonoro fresco e musicalmente impeccabile che seguendo i principi della ricerca etnomusicologica, ha saputo arricchire l’asciutta tradizione melurgica d’origine di preziose e ammalianti armonizzazioni.

Da ancestrali, aspri e lineari, i canti d’Arbėria hanno assunto con i Dita e Re una liquiditą musicale che inebria, coinvolgendo l’ascoltatore e rendendo le antiche arie orali, preziose liriche su cui intessere un nuovo modo di  leggere il patrimonio musicale arbėresh e  far avvicinare le nuovi generazioni ai ceppi della fiera progenie albanese.

Nicola Bavasso

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