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ARBITALIA 
Shtëpia e Arbëreshëve të Italisë
La Casa degli Albanesi d' Italia  
   Numero 17 – Novembre 2004

I docenti di lingua albanese “delusi” dalla drastica riduzione dei fondi a favore dell’insegnamento delle lingue minoritarie

I prof d’Arbëria contestano i “tagli”

L’anno nuovo si è aperto con una sonora bocciatura per le scuole dei paesi minoritari. Nei giorni scorsi abbiamo scritto in queste pagine delle proteste di tutta l’Arbëria  per gli esigui finanziamenti concessi dal MIUR e destinati all’insegnamento delle lingue minoritarie, oggi raccogliamo le testimonianze degli insegnanti di lingua albanese che si dichiarano “fortemente delusi per il mancato sostegno da parte delle istituzioni nazionali e regionali nei riguardi delle minoranze linguistiche del territorio”. Vincenzo Perrellis docente di lingua e cultura albanese nell’istituto Comprensivo di Torano si fa portavoce di tutti i professori arbëreshë del versante sinistra Crati e si dichiara profondamente amareggiato “per questo atto gravissimo che priva dell’insegnamento della lingua arbëreshe gli alunni di un vasto distretto scolastico costituito da quattro Istituti Comprensivi ricadenti nei comuni di San Martino di Finita, Cerzeto, Cervicati, Mongrassano e San Benedetto Ullano”. L’esperto docente, oltre a rimarcare come la mancata approvazione delle iniziative progettuali, di fatto costituisca la negazione agli studenti di un diritto sancito dalla Costituzione e dalle leggi dello Stato,  evidenzia come “in un colpo solo si sia vanificato il proficuo lavoro fatto in questi anni a tutela della lingua e cultura minoritaria e si siano offese le dignità professionali di tanti insegnati.”  La delusione dei docenti che quest’anno si ritrovano senza un incarico, si specchia tutta su questa drastica riduzione di finanziamenti. Confrontando i dati del Ministero relativi agli interventi a favore delle minoranze storiche regionali concessi negli anni passati, ci si rende conto della enorme decurtazione di finanziamenti operata per l’anno appena trascorso. Dei progetti presentanti dalle scuole arbëreshe, grecaniche ed occitanica, soltanto nove iniziative hanno avuto il placet del MIUR che per l’anno 2004 ha destinato solo 92771 euro. Un intervento davvero irrisorio per le realtà alloglotte della nostra regione che mai come questa volta, a più di cinque anni dall’approvazione della legge di tutela delle minoranze, hanno toccato un livello così basso di contributi statali ottenuti ai sensi della legge 482/99. I numeri rimbalzano, fanno rumore e quando si riducono all’osso diventano pesanti come macigni e fanno riaffiorare le capacità progettuali di ogni realtà ma palesano, inevitabilmente, anche una strisciante leggerezza politica di fondo. Le minoranze calabresi nel 2004 nell’ambito dell’insegnamento della lingua hanno subito un tremendo baldo all’indietro. I numeri. Nel 2001 per le scuole alloglotte calabresi sono stati nove i progetti finanziati, per un intervento complessivo di 304.200 euro elargiti in gran parte per la renumerazione degli insegnati di lingua e cultura minoritaria. Nel 2002 le iniziative progettuali approvate sono state undici, due in più rispetto all’anno precedente a fronte però di un  finanziamento davvero molto esiguo di 105.750 euro. Meglio sono andate le cose per il 2003: nelle casse delle scuole calabresi di cultura minoritaria sono entrati 146.632 euro. Ritorno ad un passato buio per il 2004. Dai 304.200 euro del 2001 si è scivolati ai 92771 euro dell’anno appena trascorso. Un abisso che ha dell’incredibile, una differenza di quasi 212000 euro in meno che gravano tutti  sull’offerta formativa delle scuole arbëreshe. Resoconto di una battaglia annunciata con squilli di fanfare e conclusasi con una cocente sconfitta senza precedenti.   

Nicola Bavasso

Il ministero stanzia 53 mila euro in meno rispetto al 2003:bloccati i progetti di diverse scuole della provincia di Cosenza

Insegnamento lingue minoritarie, tagliati fondi

I finanziamenti per l’insegnamento della lingue minoritarie nelle scuole sono stati drasticamente ridimesionati. La Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici del Ministero dell’Istruzione,  ha recentemente approvato il piano di interventi e di finanziamenti per la realizzazione di progetti nazionali e locali nel campo dello studio delle lingue e delle tradizioni culturali delle minoranze linguistiche storiche ai sensi della legge quadro 482/99. La commissione del Ministero ha prioritariamente privilegiato le iniziative progettuali relative ad attività didattiche particolarmente significative per gli alunni, accompagnate da coerenti e congruenti interventi di formazione per i docenti impegnati nelle esperienze in lingua minoritaria, nonché progetti presentati da reti territoriali di scuole e progetti nei quali erano previste spese esclusivamente necessarie per la realizzazione delle iniziative primarie, quali gli obiettivi, le azioni di monitoraggio, la valutazione delle attività e la diffusione dei risultati.

La metà delle scuole arbëreshe per l’inadeguatezza dei progetti già adottati che palesano uno spessore didattico poco innovativo, non beneficeranno dei proventi deputati a sostenere l’insegnamento della lingua. Questo il triste quadro che emerge a cinque anni di distanza dall’approvazione dalla legge di tutela. La scure dei tagli si è pesantemente abbattuta sulle scuole arbërëshe della provincia di Cosenza che hanno visto respinti, appunto, più della metà dei progetti presentati. I numeri del resto parlano chiaro. Da un confronto relativo ai fondi concessi nel 2003 e quelli finanziati nel 2004 per l’insegnamento si evidenzia una netta decurtazione del contributo previsto dalla legge quadro. Per la didattica della lingua minoritaria nelle attività extracurriculari, le scuole dei paesi arbëreshë di tutta Italia nel 2003, hanno beneficiato di un contributo complessivo di 187.183,76 euro mentre nel 2004 i proventi destinati ai progetti sono stati sostenuti con un contributo complessivo di 133.322,86 euro. In sostanza nel 2004 i fondi erogati sono risultati  inferiori di 53860,90 euro tutti a discapito delle scuole arbëreshe della provincia di Cosenza che hanno subito un taglio durissimo. La Calabria nel 2003 aveva ottenuto un finanziamento 115.852,22 euro mentre nell’anno appena trascorso il ridimensionamento ha portato solo 61991,32 euro. Riconfermati sostanzialmente i finanziamenti per gli istituti scolastici albanesi di Sicilia, Basilicata, Puglia, Molise, Abruzzo e Campania, in Calabria, oltre alla scuola occitana di Guardia Piemontese e a quella grecanica di Bova,  sono stati sostanzialmente riconfermati i progetti delle scuole di Caraffa di Catanzaro, Plataci, Frascineto, Falconara Albanese e Santa Sofia d’Epiro che potranno continuare il percorso didattico teso alla valorizzazione della lingua. Semaforo rosso invece per le scuole di  Lungro, Acquaformosa, Pallagorio, Spezzano Albanese, San Martino di Finita e Cerzeto ed altri paesi che rimarranno senza insegnamento. La ricaduta negativa di tale situazione peserà in maniera evidente sugli insegnati che in questi anni hanno comunque portato avanti i progetti ma anche sull’offerta formativa degli istituti scolastici i quali, a distanza di soli cinque anni dal riconoscimento della propria specificità linguistico-storica, non potranno fare apprendere agli studenti la lingua madre. Un notizia che ha il triste suono di una bruciante sconfitta per l’Arbëria che si va ad aggiungere alle difficoltà di applicazione della legge quadro e del provvedimento regionale di recepimento. In Calabria dove è concentrata la maggior parte di paesi arbëreshë della penisola, l’insegnamento della lingua rimane comunque relegato tra le attività scolastiche extracurriculari, negando alle popolazioni di cultura minoritaria e agli studenti un diritto acquisito dopo cinquant’anni di attesa. Sarebbe il caso di correre ai ripari.     

Interventi del MIUR per l’insegnamento della lingua arbërëshe

Anno  2003

Calabria     € 115.852,22

Basilicata   € 15310,44

Abruzzo     € 3800,00

Campania  € 10.830,00

Molise       € 15380,44

Sicilia        € 13640,22

Puglia        € 12370,44

Anno  2004

Calabria      € 61991,32

Basilicata   € 15310,44

Abruzzo     € 3800,00

Campania   € 10.830,00

Molise        € 15380,44

Sicilia         € 13640,22

Puglia         € 12370,44

Giovanni Belluscio, ricercatore della cattedra di letteratura albanese “una ferita inferta alle diversità culturali”

Insegnamento lingua albanese anche l’Unical contesta i tagli 

Il ridimensionamento degli interventi del MIUR destinati alle scuole delle minoranze storiche calabresi, sta lasciando un pesante strascico sulla formazione di alunni e docenti.  I dati ufficiali pubblicati nei giorni scorsi in queste pagine, oltre a mettere in luce la superficialità e la scarsa attenzione delle istituzioni nei confronti delle isole alloglotte, hanno stimolato gli addetti ai lavori che non hanno intenzione di sorvolare su questa grave situazione che rischia di rendere vane le annose battaglie sostenute dalle comunità di cultura minoritaria per l’acquisizione di diritti sanciti dalla Costituzione e recentemente riconosciuti. Ad intervenire in questa occasione è il professor Giovanni Belluscio ricercatore della Cattedra di Lingua e Letteratura Albanese dell’Unical. Attivamente impegnato nell’insegnamento dell’albanese a docenti e alunni delle scuole di Caraffa di Catanzaro e Vena di Maida, l’accademico evidenzia come “il numero di insegnanti e corsisti si sia drasticamente ridotto in conseguenza del ridimensionamento delle ore di insegnamento della lingua e della cultura albanese nei tre cicli”. In sostanza per quest’anno nei due istituti albanesi del catanzarese, si potranno tenere soltanto 12 ore di corso. Un numero che la dice lunga sull’  attenzione che viene rivolta alla realtà arbëreshe. Una ferita inferta in un momento di rilancio delle “diversità culturali” regionali e nazionali che comunque cela un’incredibile debacle. Giova a riguardo ricordare come dai 304.200 euro elargiti nel 2001 dal MIUR per l’insegnamento delle lingue minoritarie nei paesi riconosciuti, si sia scivolati nel baratro dei 92771 euro per il 2004. Numeri che evidenziano un taglio dolorosissimo di oltre 212000 euro che ha determinato il blocco dell’insegnamento in moltissime scuole arbëreshe della provincia di Cosenza e mandato a casa più di trenta docenti. Giovanni Belluscio esprime tutta la sua amarezza per questa situazione in cui “sembra oramai chiaro che l’unica preoccupazione di Ministero ed Assessorati sia solo quella di poter dire per convincere ed autoconvincersi che comunque qualcosa si sta facendo e che la legge 482/99 si sta applicando mentre, di fatto, in questi ultimi anni abbiamo assistito ad una continua erosione dei fondi destinati all’insegnamento in particolare ed in generale alla tutela ed alla salvaguardia dell’albanese e degli albanesi d’Italia. Prima non si aveva diritto a quasi niente, oggi, dopo l’approvazione delle legge nazionale e di quella regionale, invece restiamo ancora sotto il tavolo ad aspettare le briciole.”

A queste assurde condizioni secondo l’accademico albanese  bisogna rispondere in modo deciso. Bisogna  “rifiutare briciole ed  elemosine poiché 12 ore di insegnamento in un anno scolastico sono una proposta indecente, una barzelletta, un raggiro”.

Per Belluscio tali interventi costituiscono solo “un restauro di facciata per sentirsi tranquillo” e per questo  bisogna dare “un segnale di rivolta rispedendo al mittente i pochi spiccioli elemosinati e rifiutando da ora in poi qualsiasi coinvolgimento in operazioni che non potranno dare e non daranno mai i frutti sperati.”

Nicola Bavasso

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