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ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėve tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
ARBITALIA presenta
Gli Arbėreshė della Calabria - LUNGRO
 

STUDENTI  ARBERESHE  DAL PRESIDENTE  RUGOVA

Prima di ritornare in Calabria, come degna conclusione di un’esperienza esclusiva e ricca di momenti di confronto culturale ed umano, gli studenti del corso di lingua e letteratura albanese dell’Unical che nella seconda metą di Agosto hanno seguito i lavori del XXII  Seminario Internazionale sulla lingua, la letteratura e la cultura albanese, sono stati ricevuti dal presidente della Kosova Ibrahim Rugova. L’intellettuale pacifista, ha voluto tributare la propria stima a studenti e docenti arbėreshė nel nome del gjaku jonė i shprisur , della diaspora albanese, per illustrare loro il percorso politico scelto per traghettare la regione jugoslava verso un futuro di democrazia e tolleranza per quella polveriera etnica che per secoli ha alimentato asprissime diatribe che hanno raggiunto, nonostante la politica pacifista di Rugova, i noti scontri armati con le inevitabili, terribili perdite in termini di vite umane che non sono purtroppo servite a spegnere i focolai di odio etnico tra serbi ed albanesi ancora oggi riscontrabili. 

La cultura albanese per ricomporre le tessere del mosaico della democrazia sfasciato dalla violenza della guerra. La cultura come simbolo dell’emancipazione democratica della Kosova continua ad essere il caposaldo su cui costruire il cammino intrapreso anni addietro e sanare le ferite inferte dall’odio etnico a tutto il popolo kosovaro. La cultura albanese, tanto censurata dai serbi di Milosevic, continua a rappresentare la resistenza pacifica e aperta di un popolo che per la propria diversitą, č stato soffocato dalla repressione militare serba. La cultura albanese che ritorna agli antichi fasti in una delle sedi pił rinomate d’Europa: l’universitą di Prishtina.   

La Kosova č stata un’esperienza pregna di significato per gli studenti del corso di lingua e letteratura albanese dell’Unical che hanno approfondito i propri studi, si sono confrontati con altri studenti provenienti dalle altre universitą europee, hanno visitato Prekaz, Peje e Prizren, cittą martoriate dalla furia cieca della guerra, ma soprattutto hanno toccato con mano la mikpritja l’ospitalitą tipica degli albanesi che con l’Italia hanno sempre avuto forti legami di fratellanza vera derivanti dalla diaspora arbereshe.

I lavori del  XXII Seminario Internazionale sulla lingua, la letteratura e la cultura albanese, Seminari XXII ndėrkombėtar pėr gjuhen, letėrsinė dhe kulturen shqipėtare, organizzato in simbiosi dalle prestigiose facoltą di Filologia e Storia dell’Universitą di Pristina e di Tirana, apertisi nella capitale kosovara con specifici corsi  lingua albanese seguiti da numerosi studenti provenienti da diversi atenei europei, interessanti sessioni di critica letteraria e linguistica,  si sono conclusi con relazioni di alto profilo scientifico e letterario discusse dai pił importanti esperti del mondo albanese ed arbereshe: Floresha Dado, Rexhep Qosja, Shezaj Rrokaj, Francesco Altimari, Anton Berisha, Sabri Hamiti, Giovanni Maria Belluscio, Gjovalin Shkurtaj, Ali Xhiku, Kolec Topalli, Emil Lafe e tanti altri.

Nell’anno che ricorda i cento anni della morte di Girolamo De Rada poeti i madh, il vate degli albanesi, non poteva mancare una sessione dedicata alle sue opere, alla sua figura nell’ambito del romanticismo europeo, al contributo dato dal poeta di Macchia nel campo linguistico, nel mondo dell’etnocultura della politica e della rinascita  albanese. Un omaggio tributato al pił grande poeta della letteratura albanese.

Oggi, sotto il protettorato delle forze internazionali rappresentate da una robusta percentuale di militari e civili italiani, l’indiscusso leader della Lega Democratica del Kosovo (L.D.K) partito fondato nel 1989, sta guidando la Kosova costituita dal 95% di cittadini di etnia albanese, verso la costituzione di uno stato indipendente, smilitarizzato, aperto al dialogo con la Serbia e l’Albania e che guarda con grande fiducia verso l’Adriatico, verso l’Italia, terra che ha accolto i fratelli arbėreshė rendendoli protagonisti di una delle pił belle pagine di emancipazione politica italiana qual’č stato il Risorgimento e da sempre sostenitori della grande nazione albanese.

NICOLA  BAVASSO

(Articolo pubblicato sul quotidiano La Provincia Cosentina del 08.09.2003)

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