A LUNGRO SI
RINNOVA IL CULTO DI SAN LEONARDO (SHEN LINARDI)
Si rinnova in paese la
tradizione legata al culto di San Leonardo Shėn Linardi. Con la consueta
fiera che si svolge lungo la statale 105, nella comunitą lungrese si
concluderanno oggi (6 novembre) i festeggiamenti in onore
dellanacoreta doltre alpe che in vita professņ la sua fede con grande
umiltą tanto da ritirarsi da eremita nel Limosino, una provincia francese
quasi incolta, fitta di foreste, poco popolata ma conosciuta e meta di
numerosi pellegrini.
La venerazione del monaco
nativo della Gallia annoverato come "Liberatore degli schiavi e dei
prigionieri" e noto per i pregevoli miracoli compiuti, venne introdotta
in Italia dai Normanni i quali stimolarono in diversi luoghi religiosi,
la venerazione dellumile sacerdote che nel VI secolo diffuse la
preghiera e professņ la caritą nelle impervie valli della Loira.
Il suo culto con il passare dei
secoli, ha oltrepassato i confini della Francia e si č diffuso in
moltissime nazioni cristiane dEuropa nelle quali č invocato in numerosi
santuari, costruiti in suo onore dalla caritą popolare.
Probabilmente furono i monaci
dellabbazia di Santa Maria de Fontibus (XII secolo) ad introdurre a
Lungro la venerazione delleremita proveniente dalla Gallia, a cui
dedicarono numerosi canti di lode.
Ancora oggi la comunitą
lungrese mantiene e rinnova la tradizione legata al diacono Leonardo
attraverso la celebrazione del novenario che questanno, a testimonianza
della grande devozione dei lungresi verso il santo, si č svolto sia nella
cattedrale di San Nicola di Mira e sia nella chiesa parrocchiale del
Santissimo Salvatore. Nel centro arbėresh la ricorrenza di San Leonardo
fino a pochi anni addietro era considerata la festa dei salinari. La
biografia del monaco francese scandita da preghiera, penitenza, lavoro e
caritą, affascinņ i minatori gią a partire dal XIII secolo. Annoverato
nel calendario dei profeti con le catene pendenti a ricordo dei miracoli
compiuti in favore degli schiavi, appunto, e con un codice monastico tra
le mani cosi come raffigurato nella tela in olio di scuola napoletana del
1856 custodita dalla comunitą lungrese, lanacoreta francese venne
devotamente venerato dai minatori del giacimento che, operando sotto il
costante pericolo di crolli e smottamenti, trovarono in lui un punto di
riferimento religioso e lo nominarono loro protettore. Per poter meglio
esercitare la pietą popolare, in suo onore, tra il XIII e XIV secolo,
eressero una chiesa. I salinari, fino a poco tempo fa, e comunque molti
anni prima della chiusura della miniera dimessa nel 1976, ogni mattina
prima di iniziare lattivitą di estrazione, alla lettura dellappello,
segnavano la presenza delloperaio san Leonardo al quale veniva
corrisposta una regolare paga.
Nella seconda metą del XIX
secolo, fino ai primi decenni del nostro 1900 il novenario veniva
celebrato ket Qisha e Shėn Linardit, nella chiesa a lui dedicata.
Purtroppo oggi nulla č rimasto di quella antica chiesetta, costruita ad
immagine delleremo innalzato dal Santo in Francia, in un sito di aspetto
selvaggio, sopra il boschetto della salina, sulla sommitą della montagna
che domina il fiume del giacimento.
NICOLA BAVASSO
(articolo
pubblicato sul quotidiano La Provincia Cosentina del 06.11.2003)