Riunione del
coordinamento provinciale che richiede a Luigi Fedele di superare i
ritardi sulla legge di tutela
MINORANZE,
CHIESTO UN INCONTRO ALLA REGIONE
(articolo pubblicato sul
quotidiano La Provincia Cosentina del 03.07.2003)
“Il coordinamento dei comuni
minoritari tutelati dalla legge quadro 482/99 stanco delle lungaggini e
della burocrazia degli organi regionali chiederà al presidente del
Consiglio Luigi Fedele ed alla conferenza dei Capigruppo un’audizione per
essere ascoltati sulle prerogative della legge nazionale “Norme in materia
di minoranze linguistiche storiche”, sulle imbarazzanti difficoltà
incontrate dai comuni nella redazione delle schede progettuali per la
mancanza di un referente regionale, sulla incresciosa situazione in cui si
trovano gli elaborati progettuali presentati negli anni precedenti prima
pubblicati sul B.U.R e poi dichiarati errati, ma soprattutto si chiederà
agli organi regionali di apportare dei cambiamenti fondamentali alla bozza
di legge regionale partorita nei mesi addietro dalla terza Commissione ed
ora in procinto di essere approvata dal Consiglio, al fine di garantire un
equilibrato processo di tutela e sviluppo delle minoranze calabresi
(albanese, grecanica, occitana) che rappresentano il 5% della popolazione
all’interno della nostra regione.”
Con queste tracce
programmatiche e seguendo un percorso oramai consolidato che in mancanza
di una legge regionale vede uniti i comuni tutelati dalla legge 482/99, si
è svolta presso il dipartimento di Linguistica dell’Unical una feconda
riunione del Coordinamento dei comuni minoritari promossa dalla Provincia
e dal dipartimento di Linguistica dell’Università di Arcavacata al quale
hanno preso parte l’assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione dell’ente
provinciale Donatella Laudadio il prorettore Francesco Altimari, l’on.
Mario Brunetti presidente dell’Istituto Mezzogiorno Mediterraneo, i
presidenti delle Comunità Montane Destra Crati ed Alto Ionio, i sindaci ed
i delegati dei comuni di Guardia Piemontese, San Giorgio Albanese, Lungro,
Cerzeto, Plataci, Vaccarizzo Albanese, Frascineto, Civita.
Gli attori principali del
Coordinamento (Provincia, Università, Comunità Montane, Comuni ed Eparchia
di Lungro) che sta diventando oramai organismo di pressione e proposta,
nel sottolineare “il totale disinteresse della regione alle problematiche
riguardanti la tutela e lo sviluppo dei paesi minoritari”, hanno avanzato
la necessità di “costituire un organismo interprovinciale come diretto
referente del Ministero per rendere operativo il lavoro stesso del
Coordinamento e portare a degna conclusione tutte le iniziative
progettuali in cantiere.”
Su tale percorso si inserisce
un progetto modulare – proposto dall’assessore Laudadio- “per esperire
tutte le strade per un progetto prima calabrese (da inserire nei P.O.R. e
P.I.S.) poi nazionale (Legge 482/99) e successivamente europeo”. L’assise
ha proposto, tra le altre cose, di portare progetti e problematiche al
tavolo di organismi di riferimento nazionale come l’U.P.I. l’A.N.C.I e l’U.N.C.E.M.
In concreto, considerato che la
sede RAI di Cosenza sembra che sia stata inclusa dalla commissione di
Vigilanza come sede della minoranza arbëreshe in Italia, all’audizione che
verrà chiesta dal coordinamento al presidente del consiglio Luigi Fedele
ed alla conferenza dei capigruppo, verrà coinvolta anche la direzione
regionale della RAI che si e dimostrata molto sensibile alle problematiche
delle minoranze.
Nei prossimi
mesi, probabilmente a settembre, con una iniziativa articolata in più
giorni, verrà ufficializzato il nuovo percorso progettuale, operativo,
interprovinciale delle minoranze meridionali.
NICOLA BAVASSO