Mirė se erdhe...Benvenuto...
ARBITALIA 
Shtėpia e Arbėreshėve tė Italisė
La Casa degli Albanesi d' Italia  
 
ARBITALIA presenta
 
Gli Arbėreshė della Calabria - LUNGRO

Conclusi i festeggiamenti in onore di San Leonardo

Con la tradizionale fiera che si snoda lungo la statale 105, nella comunitą lungrese si sono conclusi i festeggiamenti in onore di San Leonardo il limosino, culto di antica tradizione latina antecedente l’insediamento delle famiglie albanesi nel territorio.

La venerazione  del monaco eremita di origine francese, noto per la sua affascinante biografia caratterizzata da innumerevoli leggende e pregevoli miracoli, venne introdotta in Italia dai Normanni i quali, dopo essersi stabiliti nelle regioni meridionali, stimolarono, nei vari monasteri esistenti, la venerazione di alcuni santi occidentali tra cui San Leonardo.

Ancora oggi Lungro mantiene e rinnova la tradizione legata ad uno dei santi latini  pił venerati nella comunitą italo-greco-albanese attraverso la celebrazione del novenario  nella cattedrale di San Nicola di Mira, l’ufficiatura della santa liturgia nella chiesa della Beata Vergine del Carmelo che custodisce  una statua del santo e l’imponente fiera che ha visto la partecipazione di molti abitanti del comprensorio.

Il culto di san Leonardo/Shėn Linardi a Lungro ha radici profondissime.

Furono i monaci dell’abbazia di Santa Maria de Fontibus (XII  secolo), ad introdurre a Lungro il culto dell’eremita proveniente dalla Gallia a cui dedicarono numerosi inni sacri.

Le vicende del monaco francese, i miracoli legati alla sua figura di liberatore degli schiavi, affascinarono  i salinari della miniera gią a partire dal XIII secolo. Annoverato nel calendario dei profeti con le catene pendenti a ricordo dei miracoli compiuti in favore degli schiavi, appunto, e con un libro monastico tra le mani cosi come raffigurato nella  tela in olio di scuola napoletana del 1856 custodita presso la cattedrale di San Nicola di Mira,  l’eremita francese venne devotamente venerato dagli operai del giacimento che, lavorando in condizioni di sicurezza molto precarie,  trovarono in lui un punto di riferimento religioso e lo vollero come unico ed autentico protettore, quindi, per poter meglio esercitare la pratica religiosa, in suo onore, tra il XIII e XIV secolo, sulla sommitą  del giacimento di salgemma, eressero una chiesa.

Fino a poco tempo fa, e comunque molti anni prima che venisse sancita la chiusura della miniera avvenuta nel 1976,  si tramanda che gli operai della salina ogni mattina prima di iniziare l’attivitą di estrazione, alla lettura dell’appello, segnavano la presenza dell’operaio san Leonardo al quale veniva corrisposta una regolare paga ovviamente devoluta al suo culto.

Nella seconda metą del XIX secolo, fino ai primi decenni del nostro 1900 il novenario veniva celebrato ket Qisha e Shėn Linardit,  nella chiesetta a lui dedicata.

I tradizionali cerimoniali con l’introduzione della statua lignea del santo, avvenuta intorno al 1920, subirono delle variazioni. Il busto di san Leonardo con una solenne processione celebrata il 28 ottobre di ogni anno,  veniva portato in cattedrale e quindi nel pomeriggio del 5 novembre, dopo aver percorso le vie principali del paese con un nutrito seguito di fedeli, veniva riportato nella chiesetta di appartenenza.

Purtroppo oggi nulla č rimasto di quella antica chiesetta che gią nel 1842, ridotta ad un rudere, venne ricostruita per essere quindi definitivamente abbattuta intorno al 1960 perché ritenuta non idonea al culto dei fedeli a causa della vistosa instabilitą  del terreno circostante l’edificio

NICOLA BAVASSO

priru / torna