Scoperto a Lungro un edificio sacro del XII secolo
Un interessantissimo edificio sacro del XII secolo č stato scoperto
recentemente nel sito dove un tempo venne edificata labbazia di S.Maria
delle Fonti di Lungro.
Le ricerche eseguite dallarchitetto
Vincenzo Maria Mattanņ, valido e scrupoloso studioso del Medioevo
calabrese,
hanno portato alla luce la cappella appartenuta alla rinomata abbazia dove
un tempo venivano studiati gli aspetti pił importanti della civiltą
classica greca, e dove, in un arco di quattro secoli contraddistinti da
unintensa attivitą culturale, vennero prodotti numerosi codici amanuensi
e preziose opere di carattere religioso.
Il piccolo edificio sacro si trova in stato di conservazione discreto e
costituisce una preziosissima testimonianza archeologica allinterno del
comprensorio del Pollino e della sibaritide. Tale rinvenimento, viene
suffragato da molti elementi scientifici distintivi che secondo lo
studioso lungrese testimoniano, in maniera inequivocabile, lattendibilitą
della scoperta.
Limpianto della cappella, si attesta, senza ombra di dubbio, alle
tipologie e concezioni architettoniche tipiche del periodo succitato. I
materiali usati, le misure, la disposizione delle finestre e dellingresso
corrispondono allorientamento che veniva dato alle cappelle costruite in
Calabria tra il 1000 e il 1200.
La cappella di Santa Maria delle Fonti, attualmente di proprietą di un
privato, si č incredibilmente salvata dai terremoti e dagli avventati
interventi di restaurazione che spesso vengono perpetrati agli antichi
edifici e costituisce lunica testimonianza architettonica dellimponente
complesso monastico basiliano di Santa Maria de Fontibus eretto nel 1156
per volere di Ogerio del Vasto signore della contea di Bragalla.
I monaci basiliani, favoriti dalla politica dei Normanni, si insediarono
nelle impervie zone delle montagne lungresi per governare lesigua
popolazione del casale Ugrium, e disporre in maniera proficua delle
risorse minerarie del vicino giacimento di salgemma.Grazie alla
consistente rendita derivante dalla vendita del salgemma, il complesso
monastico potč svilupparsi proficuamente e disporre dei vantaggi economici
derivanti dallo sfruttamento della Salina. Poco dopo linsediamento delle
famiglie albanesi nel territorio, avvenuto intorno al 1476 il monastero di
Santa Maria delle Fonti, venne chiuso definitivamente nel 1525 e tutti i
beni furono consegnati alla autoritą religiose centrali. I terribili
terremoti che colpirono la Calabria negli anni a seguire distrussero
completamente il complesso monastico di Lungro ad eccezione della cappella
che probabilmente per le tipologie architettoniche robuste e contenute,
riuscģ a resistere ai movimenti tellurici che sconvolsero in particolar
modo la Calabria nel XVII secolo.